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Francesca Scafuto

Francesca Scafuto
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Come definirmi? A guardare il mio curriculum, direi che sono una persona curiosa da molti interessi che sono diventati di volta in volta un lavoro diverso, o meglio esperienza che ha ampliato e stimolato la mia crescita professionale ed umana. Sono psicologa, mi specializzo in Psicoterapia dell’adolescenza e dell’età giovanile ad orientamento psicodinamico, ma oltre ad intervenire sugli individui e a valle del disagio, inizio poi ad interessarmi ai contesti in cui la sofferenza si origina, a monte. Mi addottoro in Psicologia della salute e della prevenzione del rischio individuale e sociale, con una tesi di dottorato con label europeo in psicologia di comunità, interessandomi di partecipazione civica e di effetti psicosociali della contaminazione ambientale, in particolare da rifiuti (sono originaria della cosiddetta “terra dei fuochi”) che mi porterà anche all'estero per svolgere parte della mia ricerca. Inizio quindi a realizzare ricerche che uniscano la psicologia con l’ecologia, alcune delle quali pubblicate su riviste scientifiche internazionali, su temi che riguardano la partecipazione e l’empowerment di comunità, il comportamento ecologico, e divento cultrice della materia in “Metodologie della ricerca in psicologia di comunità” ed in “psicologia sociale” presso due dipartimenti di Ateneo dell’Università Federico II di Napoli (scienze relazionali, attuale Teomesus, e scienze politiche), con incarichi di docenza. Al sapere accademico, coniugo l’amore per la ricerca-azione, la conoscenza che si sviluppa solo attraverso l’intervento tras-formativo dei sistemi “in cui” e “con cui” si interviene, ed inizio a lavorare sia nel campo della progettazione sociale e della formazione per il Terzo Settore, sia nel campo della progettazione partecipata per i piani urbanistici comunali. Coordino e realizzo progetti di urbanistica partecipata di diversi comuni italiani e collaboro con associazioni non profit per progetti regionali, ministeriali ed europei. Scopro il mondo della facilitazione, coniugando tecniche di diversa tipologia (es. strumenti di teatro dell’oppresso, ecologia profonda, e tecniche di progettazione), che coinvolgano livelli cognitivi, emozionali, energetici e di espressione corporea, non tralasciando l’importanza della coerenza rispetto ad obiettivi e bisogni del contesto e della sistematicità, derivanti dall'adesione ad un’impostazione più accademica. La mia attività sociale e cooperativa prosegue avviando nel tempo percorsi di promozione locale di modelli di economia sociale e di uso di beni comuni e valorizzazione delle risorse della terra, per poi divenire membro del Trust Panta rei, centro di sviluppo sostenibile, condividendo il sogno di Bene Comune con una comunità di più di 100 persone. Sono socia dell’istituto The Human Path, associazione che mira allo sviluppo del potenziale umano, attraverso un approccio ecologico/olistico ai processi di salutogenesi. Nella mia crescita personale, l’arte mi ha sempre accompagnato, in particolare la pittura ad olio. Partecipo ad alcune mostre ed inizio ad utilizzare l’arte in diversi laboratori, come mezzo di espressione del “mistero attraverso il mistero” ma anche come spinta, necessità interiore, rivelatrice di Altro che ci trasforma. Attualmente il mio percorso professionale, prosegue come psicologa di comunità per la promozione della salute e dell’empowerment di individui, gruppi e comunità in un paradigma epistemologico di ricerca-azione, e come psicoterapeuta con un modello psicodinamico che si integra con la mindfulness psicosomatica.

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