Immersi nell’oceano della Permacultura

Giovanni Santandrea ci racconta cosa abbiamo imparato dopo un anno dal lancio del Corso online di Permacultura Personale e Sociale a cura della Scuola di Permacultura Umana

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Corso permacultura umana sociale

A cura di Giovanni Santandrea

Lo scorso anno, in questo stesso periodo, stavamo iniziando la promozione del Corso di permacultura personale e sociale.

Cosa abbiamo imparato dopo un anno di attività della nostra Scuola?

Sono successe veramente tante cose, e le esperienze belle e coinvolgenti sono andate ben oltre la nostra immaginazione. Abbiamo terminato in questo mese di luglio la prima edizione del corso, e abbiamo appena superato la boa di metà percorso della seconda edizione. Abbiamo anche in programma di avviare una terza edizione del corso per il prossimo ottobre. Vediamo di raccontarvi con ordine quello che, come gruppo di formatori, ci  sembra di avere imparato in questo bellissimo anno.

Certamente eravamo partiti con molto entusiasmo, avevamo già alle spalle un anno di progettazione in cui come formatori avevamo cercato di distillare argomenti e tematiche adeguate al nostro sogno. 

La formazione in permacultura orientata alla progettazione agricola e naturale è quella più praticata e conosciuta. Per questa, in Italia, ci sono corsi e docenti più che qualificati.

Per la permacultura umana la situazione è differente

Tutto sommato il lavoro di ricerca, esplorazione e sviluppo teorico è più limitato. In generale la Permacultura sociale viene presentata nella sua applicazione più nota: la sperimentazione di cambiamenti sociali realizzati dalle Transition Town. E sappiamo come la relazione sia molto stretta. Rob Hopkins, co-fondatore del movimento, è un docente di permacultura che ha utilizzato il pensiero della permacultura per la progettazione di comunità locali resilienti. 

Ma gli aspetti più profondi e personali, che Rob Hopkins aveva identificato come ‘transizione interiore’, quelli che prendevano il nome di gruppi “Heart and Soul”, sono quasi sempre dimenticati, o affrontasti con superficialità. 

A volte si ha anche la percezione che non tutti coloro che praticano la permacultura riconoscano il giusto spazio e la giusta importanza al framework teorico e pratico che prende il nome di Permacultura umana. Questo non è un limite solo italiano, ma in Italia lo sentiamo più accentuato.

La permacultura umana, includendo tutti gli aspetti riguardanti noi esseri umani, ha come prima missione quella di rigenerare e ricostruire le connessioni tra noi e l’ambiente naturale che ci ospita. Sarebbe un paradosso pericoloso che la Permacultura, che si sviluppa utilizzando il pensiero sistemico, prenda in esame l’ambito personale e sociale isolandoli dal conteso più ampio che Fritjot Capra definisce “rete della vita”.

 

La Rete della Vita
Perchè l’altruismo è alla base dell’evoluzione
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La rete della Vita vede nella natura e negli esseri viventi non entità isolate, ma sempre e comunque “sistemi viventi” dove il singolo è in stretto rapporto di interdipendenza con i suoi simili e con l’intero sistema. La somma di queste relazioni, che legano gli universi della psiche, della biologia e della cultura è una rete: la rete della vita. Il nostro percorso è partito proprio in questa direzione.

Un segnale che ci ha confermato nelle nostre intuizioni iniziali è stato il vedere come si potessero esplorare in profondità i principi attitudinali della Permacultura (quelli di Holmgren), collegandoli e intrecciandoli con pensieri e intuizioni provenienti dal mondo della psicologia, della sociologia -e della crescita umana. Ci è sembrato che alcuni pattern evidenziati dalla Permacultura in ambito della progettazione di sistemi sostenibili e rigenerativi potessero essere altrettanto validi e ispiratori anche in ambito umano.

Permacultura sociale
I 12 principi del co-fondatore della permacultura David Holmgren

Nelle presentazioni della scuola spesso abbiamo parafrasato un’affermazione di Holmgren “una cultura umana non può sopravvivere a lungo senza la base di un’agricoltura sostenibile e una gestione etica della terra” per definire il perché della scuola: “una cultura umana non può sopravvivere senza un equilibrato senso della propria dimensione individuale e la capacità di vivere rapporti umani sostenibili”.

Per armonizzare la propria dimensione individuale e rendere più arricchenti i rapporti umani sono necessari  impegno, determinazione e tanta pazienza, è un cammino lungo.

Quindi all’inizio del nostro percorso, e ancora di più ora, siamo consapevoli quanto la Permacultura Umana possa essere vista come un grande oceano, in molte parti ancora inesplorato.   (prosegue)

Corso online di Permacultura Personale e Sociale 2022
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