Intervista a Lucia Cuffaro

Scopri l'intervista esclusiva con Lucia Cuffaro, fondatrice di autoproduciamo.it ed ecosapere.it. Approfondisci le sue idee sull'autoproduzione, l'ecologia e i suoi consigli pratici per uno stile di vita sostenibile.

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Sono felice di presentarvi l’intervista con Lucia Cuffaro, fondatrice di autoproduciamo.it ed ecosapere.it.

Seguo regolarmente Lucia, apprezzando profondamente la sua newsletter e i suoi video ricchi di contenuti utili e ispiranti.

Secondo Google, Lucia è una personalità eclettica e frizzante, sempre alla ricerca dei nascondigli dell’energia vitale e creativa. Queste qualità la rendono una figura di spicco nel campo della sostenibilità e dell’autoproduzione.

Affascinato dalla sua dedizione e dalla sua capacità di comunicare in modo efficace e coinvolgente, ho deciso di intervistarla. Durante l’intervista, mi sono sentito tanto a mio agio grazie alla sua simpatia e alla sua capacità di mettere gli altri a proprio agio. Sono certo che le sue esperienze e il suo entusiasmo possano offrire preziosi spunti e ispirazioni a tutti i lettori interessati a uno stile di vita più sostenibile e consapevole.

Ciao Lucia, ci vuoi parlare un po’ di te? Chi sei? 

Tendenzialmente sono un attivista che è cresciuta vicino a una discarica che è quella di Malagrotta e che in qualche modo ha avuto la fortuna di avere incontrato sulla propria vita prima la decrescita felice, poi tutto il tema del saper fare, dell’autoproduzione, l’orto, la permacultura e adesso la comunità agricola tramite la CSA quindi possiamo anche rimpicciolire il tutto a “persona molto fortunata e grata alla vita”.

Come sei approdata al mondo della permacultura?

Sono approdata alla permacultura facendo un corso di gardeniser che è il facilitatore di orti urbani e proprio Pietro Toscano che segue la permacultura in Toscana, mi disse “guarda secondo me impazziresti per un pdc”. Allora ne sapevo poco di permacultura, nonostante frequentassi da tanti anni la Fattoria dell’Autosufficienza, dove c’è la progettazione in Permacultura di Sepp Holzer. Diciamo che conoscevo la permacultura tramite degli esempi ma non avevo ancora fatto il PDC né avevo la avevo studiata.

Così mi sono iscritta a un corso di permacultura con Anna Moreno a Piano B vicino al lago di Garda e nella stessa estate ho fatto un secondo PDC a Tertulia perché voleVO sperimentare il modulo di permacultura sociale con Alessandro Caddeo di Sarpa, l’associazione sarda di permacultura.

Rifare il PDC mi è piaciuto talmente tanto come arricchimento personale e proposta di miglioramento della propria vita dei propri progetti sulla terra. Infine, ho fatto un terzo PDC da Manuela e Denia a Cerveteri presso L’Asino e la Luna, ed è stata una bellissima esperienza.

Dopo aver fatto tutti i corsi di permacultura sono approdata alla CSA, che è la Comunità a Sostegno dell’Agricoltura in cui un percorso di progettazione di rigenerazione della terra, di fertilizzazione viene fatto in parte grazie a dei lavoratori ma soprattutto attraverso il volontariato. Così ho pensato che un progetto di comunità fosse più adatto al mio stile di vita, al mio essere più che a fare qualcosa di imprenditoriale. Quindi dal 2019, sono entrata anche io nella CSA di Roma che è Semi di Comunità.

Cosa rispondi quando la gente ti chiede “Che lavoro fai”?

Non è facile rispondere a questa domanda :)
In sintesi, mi piace dire che faccio l’auto produttrice perché ha qualcosa di bello che affonda le radici nella tradizione.

Il mio nome è Lucia, che è un nome antico che fa un po’ zia Lucia, nonna Lucia, mamma Lucia che fa un po’ paese, ma mi piace tanto perché risuona con quei saperi antichi riscoperti in fase moderna, in modalità gioiosa e allegra. Quindi, un po’ come il mio nome mi occupo di autoproduzione, uso le mie mani, studio per arrivare a quel percorso. Boicotto i prodotti della grande distribuzione che hanno un impatto ambientale sugli ecosistemi, sulla salute, sull’inquinamento e sui lavoratori. Faccio da me quello che posso e divulgo queste felicità.

E grazie a Maurizio Pallante, ho avuto il coraggio di pubblicare di pubblicare il mio primo libro sull’autoproduzione.

Lucia Cuffaro Maurizio Pallante
Lucia Cuffaro e Maurizio Pallante

Fra le tante esperienze e ruoli che hai ricoperto spicca la presidenza del Movimento per la Decrescita Felice. Ti va di raccontarcelo?

Anche qui è stato un po’ per caso. Quando facevo Teatro Improvvisazione, il mio migliore amico mi mando un email con i corsi di autoproduzione all’interno del progetto Università del Saper Fare, organizzati dal Movimento per la decrescita felice alla città dell’utopia. Un email del genere o la ignori o ti cambia la vita. Io ho scelto la seconda e mi sono recata alla città dell’utopia c’era un corso di produzione del pane – che è veramente una delle mie passioni – e ho iniziato come attivista del Movimento per la Decrescita Felice.

Da allora, ho fatto il corso della pasta fatta in casa, quello di cosmetica, quello di riparazioni elettriche, il corso sull’orto... insomma mi sono divertita farli tutti. Dopo questo ciclo, mi hanno inserito nel gruppo dei volontari da lì per caso anche la presidenza. Prima sono stata presidente del circolo di Roma; è stato impegnativo e bellissimo. Da lì sono entrata nel direttivo nazionale, adoravo stare insieme ai portavoce e impegnarmi per il Movimento per la Decrescita Felice.

Dopo la fine della Presidenza del portavoce carismatico e fondatore del movimento, Maurizio Pallante, c’è stato Jean-Louis Aillon e infine sono arrivata io. In realtà, abbiamo fatto questa scelta bellissima scelta di avere un femminile e un maschile nella presidenza, ispirandoci a molti ambienti come il Movimento delle Transition Towns o la Rete degli Ecovillaggi. E quindi sono state delle bellissime esperienze di co-presidenza. 

Mi ha incuriosito il tuo progetto “Autoproduciamo.it”. Ce ne vuoi parlare?

Partiamo dalla scelta del nome. Autoproduciamo non suona benissimo, è un po’ cacofonico per me. Però contiene la parola “amo” e quindi l’ho scelto anche perché è un nome un verbo al plurale. E’ sottinteso il “noi”, quindi l’idea di autoprodurre insieme, di farlo tutti insieme. Il sito è nato parallelamente alle mie apparizioni in RAI e durante il mio attivismo dentro il Movimento per la Decrescita Felice. Infatti, quando curavo la rubrica in RAI sull’autoproduzione, ho ricevuto tante richieste da parte dei telespettatori.

Lucia cuffaro RAI permacultura

E’ così ho deciso di mettere le ricette in un blog. Ci sono stati amici ad aiutarmi. In particolare, Filippo Miotto mi ha dato una mano a renderlo più professionale è stato veramente gentilissimo. Grazie a Paolo Farnedi, sono riuscita a creare un portale che potesse avere un po’ più senso, con delle immagini ben strutturate, bene indicizzato, fruibile e parallelamente ho cominciato a curare newsletter. Ogni settimana cerco di pubblicare argomenti nuovi che che possono essere di interesse o che magari sto sperimentando.

Lucia CuffaroautoproduciamoUn altro progetto che mi ha colpito è Ecosapere.it. Come hai/avete cominciato? Quali sono le esperienze che ti sono rimaste nel cuore? Quali quelle difficili ma che ti hanno insegnato qualcosa?

Dopo tante esperienze di insegnamento sull’autoproduzione, per conto di varie realtà come associazioni, comitati e comuni, mi sono resa conto che occorreva creare un portale dove è possibile seguire un percorso di apprendimento con la mia scuola dell’autoproduzione e in parallelo poter ospitare corsi organizzati da amici oppure in affiliazione come ad esempio il Bosco di Ogigia, Orto da coltivare, Monica La Saponara con Escape, Italia che Cambia etc.

La scelta è stata quella di fare rete con persone che fanno formazione etica, senza spingere troppo su un marketing aggressivo. Fra i docenti abbiamo anche AkelAmadahy con Francesca Più & Paolo Farnedi e tanti altri.

La scuola dell’autoproduzione che ha già parecchi iscritti. Chiunque decida di salire a bordo, avrà un’iscrizione a vita e troverà centinaia di dispense. Chiunque fa la scuola può usare il materiale e insegnare parallelamente e quindi insomma sono felicissima che tante persone hanno intrapreso anche questa via della divulgazione e dell’insegnamento.

Oltre alla formazione hai scritto almeno sette libri. Ce ne vuoi parlare?

In realtà sono sei più un libricino contenuto dentro un DVD: Fatto in Casa, Risparmia 700 Euro in 7 Giorni, Cambio Pelle in 7 Passi, Eco Kit per le Pulizie Ecologiche, Occhio all’Etichetta! e l’ultimo è Leggere la Pelle del Viso dove son passata dalla casa editrice Macro a Humus di Remedia. 

E pensare che al liceo solevo dire: nella vita farò tutto tranne la giornalista e la scrittrice. Per via della mia ansia e il classico blocco davanti al foglio bianco. In realtà, le paure ti portano a fare nella vita l’esatto contrario. Ricordo ancora delle giornate in scrittura anche di un articolo passate a letto con il batticuore per via di quest’ansia da perfezionismo, il non sentirmi all’altezza e con le paure di fare errori. E alla fine, a forza di farlo mi sono ritrovata a scrivere dei libri. L’attivismo e l’ecologia ti portano a fare cose impensabili.

Quali altri progetti stai seguendo in questo periodo?

Finalmente, mi sto prendendo molto tempo liberato fatto di studio di o anche di divertimento che è un’altra cosa che mi ha insegnato la permacultura e quindi ho ripreso il teatro improvvisazione, l’andare in bicicletta e adesso sono molto legata al tema della raccolta delle Erbe. Infatti mi trovo in questo momento in Sardegna in giardini, con persone che mi danno la possibilità di raccogliere nei loro giardini. Al momento, sto facendo delle raccolte per le mie autoproduzioni e sto studiando delle tecniche antiche sia in cucina che in erboristeria.

Fra i progetti futuri c’è sempre l’insegnamento, sono sempre legata al grata alla fattoria dell’autosufficienza perché a breve faremo a luglio dal 14 al 20 il ritiro di autoproduzione storico per cui faccio autoproduzione per una settimana e lì si creano sempre dei legami bellissimi.

Lucia Cuffaro autosufficienzaDa settembre in poi, vorrei prendermi del tempo per partecipare un po’ di più ancora alla CSA. Per adesso riesco a andarci una volta a settimana, ogni tanto anche due, un tempo ci andavo anche tre volte a settimana.

Frattanto, stiamo esplorando la possibilità di un nuovo video corso con Filippo e Francesca Del Bosco di Ogigia. Oltre a questo curo la sezione salute del Fatto Quotidiano. 

Grazie alla permacultura, ho cercato di rendere la mia vita un sistema di efficienza. Ne parlavo proprio con Lorenzo Costa. Cerco di applicare la “regola delle 3 funzioni” a tutte le mie attività: Ogni cosa che fai deve avere almeno tre funzioni.

Nel “Fiore della Permacultura” David Holmgren individua nel petalo “Salute e Benessere Spirituale” la medicina olistica e le cure preventive due punti importanti che contribuiscono alla creazione di un paradiso naturale, pieno di vita e di abbondanza. Senti il tuo lavoro abbia a che fare con tutto ciò? E cosa manca per completare gli altri petali?

Mi sento proprio grata. Grata per quello che ho nella semplicità. Non ho quella cosa che hanno tante persone del dire “cosa sogno per il mio futuro” perché in realtà sono in un futuro che sognavo e quindi mi sento veramente in armonia. Quindi quello che posso volere per il futuro riuscire a stare in questa Armonia anche nel futuro che è un po’ l’insieme di tutti questi Petali.

Quindi mantenermi in questo ben-essere. Anche l’esempio delle consociazioni, mi hanno proprio insegnato che non devi solo andare ma anche stare, puoi essere radice e/o puoi essere parte aerea, puoi essere la massa, l’arbusto quindi in questo momento mi sento un’armonia fra radice parte aerea e parte del fusto. Quindi, il mio desiderio forse è di imparare ancora di più, di riuscire a imparare altro.

Una o più canzoni che hai in mente in questi giorni? E perché?

Adoro ascoltare musica e in particolare ballarla. Una delle persone che più adoro e che mi da gioia quando l’ascolto è Amparo, Amparito mc. Al momento, lei risiede all’Asino e La Luna insieme a Freddie. Loro hanno di recente pubblicato un album “Manifesto Animista”

Loro fanno un reggae molto bello, collegato alla natura, con tante ispirazione legate alle erbe, ai semi all’armonia della Madre Terra, la fertilizzazione.

A noi piace ridere e scherzare. Molte delle nostre interviste avvengono a cena in una situazione molto gioiosa. Ma proprio quando siamo piegati in due ci scappa la domanda a trabocchetto: secondo te “insieme possiamo farcela”?

Penso che sia fondamentale l’impegno personale da non rimandare a domani ma da fare ieri, cioè sempre in anticipo e mi piace tantissimo quello che sta succedendo in tutto il mondo. La permacultura è un pezzetto di tutto questo, forse è uno dei pezzetti più sintetici perché fondamentalmente tornare alla terra, tornare alla ri-fertilizzazione della terra, a una pianificazione per una prosperità della terra fondamentalmente una delle cose che più riassume il tutto.

Il vero problema, in questo momento, è la sopravvivenza del genere umano. La natura in qualche modo riuscirà a rigenerarsi nonostante stiamo devastando intere specie ma in qualche modo la natura ce la farà.

Quindi la mia serenità è nel mio piccolo quello di provare a fare la mia piccolissima parte, provare a condividere la la bellezza nel fare e provare a stare in gruppi che sono proattivi e che vivono a basso impatto ambientale e laddove in qualche modo non il genere umano non riuscirà ad invertire seriamente la rotta.

Ok domanda “political incorrect”, lo ammetto. Le nostre interviste sono spesso sui generis e crediamo nel mutuo scambio. Ti va di fare una domanda a Permacultura & Transizione? Risponderemo sinceramente ovviamente.

C’è una canzone bellissima di Lucio Dalla che ha una frase: la bottiglia che ti ubriaca anche se non l’hai bevuta. Cioè, quali sono nella tua vita o quali sono le esperienze che ti fanno sentire ebbro felice, sai quando hai quei momenti di incontrollabile felicità e gioia e ti senti in quella in quella dimensione di ebbrezza conviviale? 

La risposta di P&T:
Da quando ho scelto la Permacultura, come mia missione di vita, in particolare l’insegnamento  mi diverto tanto. Questo mi crea quella ebbra felicità, in particolare durante i corsi, che siano in presenza oppure online, si creano queste magie. Non saprei definirle in altra maniera che magie. Specialmente durante l’ultimo giorno di un corso e ci sono i feedback. Quando vedo che un gruppo di sconosciuto dopo appena 2 – 3 giorni entrano in sinergia, sono totalmente aperte e senza filtri, entrano in quella fase delle dinamiche di gruppo che viene definita “performing”. Siamo tutti ubriachi di relazione. Perdonami la forzatura, ma credo che sia un esempio di Decrescita Felice, quando le persone si spogliano delle loro sovrastrutture, i filtri, i cliché e ognuno decresce entrando in uno stato di estasi. Facilitare tutto ciò è un po’ come il sorriso… è contaggioso.

Qualcuno dei nostri lettori ci rimprovera che la permacultura “non è per tutti”. Troppi termini anglosassoni difficili da ricordare, troppi principi, troppa fatica nella fase della progettazione e soprattutto troppa responsabilità da prendere che non fa dormire la notte, la paura del cambiamento. Come replicheresti?

La bellezza delle relazioni nel fare nell’imparare nel condividere insieme è talmente potente che ti lascia degli strascichi di felicità, di energia di voglia di fare talmente potenti che anche chi non pensa di essere adatto sa che inserendosi in un flusso può essere trascinato. Anche chi pensa di non potercela fare, non sa che in gruppo tutto diventerà divertentissimo perché si entra in quella dinamica in cui ci sente parte di qualcosa. Inquiniamo di meno, mangiamo insieme, impariamo i principi fondamentali. Inoltre, la permacultura è un movimento globale, che sta cambiando in tutto il mondo il modo di vedere l’approccio alla terra.

Onestamente, non mai conosciuto una persona che abbia fatto un corso di permacultura e che non parli con toni entusiastici. Per cui, evviva i blocchi e viva le paure perché ti portano a dare più importanza a quello che facciamo anche se non ci sentiamo adatti.

Lucia cuffaro auoproduzioneNoi di Permacultura & Transizione sogniamo che dopo ogni articolo, dopo ogni intervista pubblicata si avvii in Italia un piccolo processo di cambiamento o un piccola rivoluzione. Ti va di sognare con noi? Cosa avverrà dopo la pubblicazione di questa intervista?

Onestamente mi sentirei egocentrica a dire che succederà qualcosa, però se questa intervista potesse inspirare qualche persona a considerare il tema dell’autosufficienza, dell’autoproduzione legata come una parte importante della permacultura ne sarei ovviamente felicissima. Credo che siano temi estremamente legati. Se mentre si fa permacultura si prova veramente a sperimentare l’indipendenza da tutta una serie di prodotti che vanno dal cibo, alla salute, alla cura del corpo, l’igiene personale, l’igiene secondo il principio “non produrre rifiuti”, sempre in una chiave di permacultura quindi tre funzioni per ogni atto che facciamo, ne sarei proprio felicissima.

E cosa succederà dopo il tuo prossimo laboratorio?

Ti posso dire che nell’ultimo giorno del prossimo workshop ci sarà la celebrazione in stile permacultura e sarà una gara di pigiami goliardica. Poi farò un viaggio in Amazzonia quest’estate. E’ tanti anni che e vorrei fare questa esperienza nonostante qualche remora per via dell’impatto ambientale degli aerei che questo comporta. Quindi sto facendo tutta una compensazione sulla CO2 consumata grazie a un calcolo che ho fatto. Mi piacerebbe molto vedere un luogo luogo del mondo che fa tanto per la pulizia dell’aria, in cui c’è una vegetazione incontrollabile. Quindi sono molto curiosa di di stare un po’ lì per qualche settimana.

A settembre si riprende con con tante cose: con le riunioni, con l’attivismo, col lavoro con la CSA, con la famiglia, con la relazione, con le amicizie e con tutte le cose belle.

Io adoro l’alba, perché non sai mai cosa potrà succedere. E quindi di certo ci sarà un’alba…

Lucia Cuffaro Sardegna

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