Intervista a Salvatore Bondì

Esplora le visioni di Salvatore Bondì sulla permacultura. Un'intervista imperdibile per chi ama la natura.

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Toto bondi permacultura

Ho avuto la fortuna di conoscere Salvatore (Totò) Bondì durante un corso di facilitazione e da allora i nostri destini si sono incrociati più volte.

Totò è una persona estremamente brillante, colta e profondamente connessa alla natura. La sua simpatia e intelligenza lo fanno risplendere in ogni situazione. Con una vasta conoscenza in diversi campi, Salvatore non solo affascina con le sue competenze, ma sa anche come rendere ogni conversazione interessante e piacevole. La sua passione per l’ambiente e la sostenibilità si riflette in ogni aspetto della sua vita, rendendolo un vero esempio di armonia tra (perma)cultura e natura.

Credo che valga la pena conoscerlo un po’ meglio, ed ecco la sua intervista.

Ciao Salvatore, ci vuoi parlare un po’ di te? Chi sei? Come sei approdato al mondo della permacultura?

Mi chiamo Salvatore (Totò) Bondì e sono un naturalista.
Per anni mi sono occupato di fauna selvatica e di divulgazione ambientale. Poi nel 2018, cercando disperatamente di chiudere un articolo scientifico sul grillaio (Falco naumanni), mi sono imbattuto casualmente in un sito: “Naumanni Permacultura”. Un progetto splendido con un asilo nel bosco e tutta una serie di idee e azioni che mi lasciarono a bocca aperta. Fu un’illuminazione. Da una locandina, scoprii che avrebbero tenuto un corso sull’agroforestazione da lì a pochi giorni. All’epoca non avevo idea di cosa fosse. Ma qualcosa mi spinse a partire. Dopo 4 cose infilate in valigia e otto ore di macchina a chiedermi cosa stessi facendo, arrivai a Palombaio, vicino Bitonto. Lì scoprii cosa è la Permacultura, che ogni progetto in Permacultura è un angolo di paradiso e che la gente che vi ruota intorno spesso diventa famiglia.

Da allora non mi sono più fermato. La Permacultura ha dato una bella raddrizzata alla mia vita e a quella della nostra famiglia, con un progetto tutto nostro e influenzando notevolmente il mio lavoro. Ad oggi penso davvero che sia l’opportunità più schietta che abbiamo per diminuire tutti i conflitti generatisi tra Uomo e Natura.

Cosa rispondi quando la gente ti chiede “Che lavoro fai”?

Domanda difficile. Considerando che sono un tecnico ambientale per le valutazioni sul rinnovabile, progetto ecosistemi alimentari in Permacultura, mi occupo di natura selvatica, sono maestro in un progetto in outdoor education e ho un passato da ricercatore e guida escursionistica, definirsi non è facile.

Spesso uso una formula inventata da mio figlio:
“che lavoro fa papà?”
“pianta gli alberi…!”

Mi ha incuriosito molto le tue attività con il tuo blog Saturi di Natura. Ti va di parlarcene?

Saturi di Natura nasce nel 2014 e vuole essere una sintesi del sapere accessibile a tutto ciò che ruota su un argomento principale: la Natura, appunto!

Credo molto nella condivisione del sapere. Ed in questo, internet rivela essere un mezzo potentissimo di scambio e di ricerca. Faccio parte di quella generazione che per prima ha vissuto l’avvento del web nelle nostre case. Adesso si può ottenere qualsiasi nozione digitando poche parole chiave. Questo comporta una grande chance per una spinta alla crescita personale e nessuna scusa alla mancata ricerca del sapere.

Saturi di Natura contiene tutto ciò che abbiamo sviluppato negli ultimi anni e ha un grosso obiettivo: essere un ponte. Connettere tanti mondi e tante sottoculture che spesso ruotano su argomenti comuni ma raramente vengono in contatto.

Un altro progetto che ha stuzzicato la mia curiosità è il Collettivo Rewild Sicily. Ce ne vuoi parlare? Come avete cominciato? Quali sono le esperienze che vi sono rimaste nel cuore? Quali quelle dalle quali avete imparato?

Collettivo Rewild Sicily nasce invece nel 2022, da una bella sinergia con persone a me molto care (con una di queste mi ci sono addirittura sposato!). Avevamo il sogno di rendere la Sicilia un posto più verde, selvatico e consapevole e abbiamo cominciato a lavorare su piccoli progetti che coinvolgessero le comunità locali e lavorassero sui conflitti che questi avevano con l’ambiente. Devo dire che, operando su piccoli progetti facilmente capibili, ripetibili e coinvolgenti si possono ottenere grandi cose. Applichiamo sempre i principi della Permacultura in ogni nostra progettazione e la cosa funziona, stiamo tessendo una maglia sempre più ricca di azioni rigenerative, buone pratiche e gente meravigliosa.
Alla fine lo facciamo utilizzando l’agroforestazione e il rewilding e la Natura ne giova indubbiamente.

collettivo rewild sicily

Fra le attività che svolgete ci sono i corsi di Permacultura, Food Forest, Agricoltura Organica e Rigenerativa, e i workshop. Ti va di parlarcene?

E’ raro per noi proporre un corso, a meno che non ci venga espressamente richiesto da comunità o gruppi di persone che vogliono formarsi su un determinato ambito. Quando lo facciamo, ci assicuriamo che l’approccio sia completamente orizzontale, stimolando la gente a tirare fuori dal sacco le competenze e le conoscenze che già hanno e creando possibilmente forti connessioni sociali (reti di vicinato, gruppi locali).

Una cosa che teniamo d’occhio è il prezzo dei corsi, che è un argomento immensamente dibattuto all’interno del mondo permaculturale. Non si può parlare di equità e libero accesso alle informazioni se poi i costi di un corso sono proibitivi. Quando capita allora, tendiamo a fare proposte che per noi sono economicamente risicate, spesso ci riprendiamo appena le spese. E’ tutta energia che ci torna però, che poi sfocia in progetti più ampi, più belli e a volte anche più remunerativi.

salvatore bondi permaculturaA noi piace ridere e scherzare. Molte delle nostre interviste avvengono a cena in una situazione molto gioiosa. Ma proprio quando siamo piegati in due ci scappa la domanda a trabocchetto: secondo te possiamo salvare il mondo?

Il mondo, per fortuna, si salva da solo.
Possiamo però impegnarci in azioni che siano rigenerative, così da impiegare bene il nostro tempo su questa palla spaziale roteante che è la Terra.

Ok domanda “political incorrect”, lo ammetto. Le nostre interviste sono spesso sui generis e crediamo nel mutuo scambio. Ti va di fare una domanda a Permacultura & Transizione? Risponderemo sinceramente ovviamente.

Certo. Ne abbiamo parlato spesso e credo sia un argomento interessante… visto che l’utilizzo di internet è diventato veloce e superficiale, con migliaia di informazioni visive assimilate in modo quasi ossessivo… ha senso continuare a fare web-blogging, scrivendo articoli lunghi e che richiedono tempo nella progettazione, nella stesura e soprattutto nella lettura?

La risposta di P&T:
Grazie per questa domanda così rilevante! È vero che l’uso di Internet è diventato sempre più veloce e superficiale, e spesso ci troviamo sommersi da una quantità enorme di informazioni visive che consumiamo rapidamente. Tuttavia, credo fermamente che ci sia ancora un valore significativo nel continuare a fare web-blogging con articoli lunghi e ben ponderati, specialmente quando si tratta di argomenti come la permacultura.

La permacultura è una disciplina complessa e ricca di sfumature, che richiede una comprensione profonda delle interazioni tra gli elementi naturali e umani. Articoli approfonditi offrono un’opportunità unica per esplorare questi temi in modo dettagliato e significativo, fornendo ai lettori una base solida di conoscenze e strumenti per applicare i principi della permacultura nelle loro vite.

Inoltre, esiste una comunità di lettori interessata e appassionata di permacultura che apprezza e cerca contenuti di qualità, approfonditi e ben scritti. Questi lettori sono disposti a investire il tempo necessario per leggere articoli lunghi perché riconoscono il valore dell’informazione ben elaborata e l’importanza della comprensione profonda rispetto alla fruizione superficiale.

Continuare a scrivere articoli lunghi e dettagliati sulla permacultura può anche contribuire a differenziarsi in un panorama mediatico saturo, dove la qualità spesso prevale sulla quantità. Offrendo contenuti che richiedono tempo e attenzione, possiamo educare e ispirare i lettori a sviluppare un pensiero critico e una comprensione più profonda dei principi della permacultura e del loro impatto positivo sull’ambiente e sulla società.

Infine, il web-blogging sulla permacultura non è solo una questione di trasmettere informazioni, ma anche di costruire comunità e connessioni autentiche. Gli articoli lunghi permettono di raccontare storie di successo, condividere esperienze pratiche e creare un dialogo più intimo e significativo con i lettori, promuovendo una rete di persone impegnate nella sostenibilità.

In sintesi, nonostante la rapidità e superficialità prevalenti, credo che ci sia ancora un importante spazio per i contenuti approfonditi e riflessivi, specialmente quando si tratta di permacultura. Continuare a investire tempo nella progettazione, stesura e lettura di articoli lunghi può portare benefici duraturi sia agli scrittori che ai lettori, promuovendo un’informazione di qualità e una comunicazione più profonda e significativa, contribuendo così alla diffusione e all’applicazione pratica della permacultura.

Una o più canzoni che hai in mente in questi giorni? E perché?

Mentre scrivevo mi è venuta in mente “Ciuri d’amuri” de IBeddi, per una associazione di idee abbastanza strampalata.

Oh gimma di jardinu quannu nascisti
li rosi e li ruvetti ‘nnamurari visti.
Funtana di biddizzi quannu criscisti
a tutti  l’uocchi  strabuzzari ni facisti.

Il fatto che ci sia un giardino, in quasi tutte le canzoni d’amore del mondo, mi fa pensare a quanto si cerchi la bellezza, l’abbondanza e il godere della Natura in tutte le società umane. E se ognuno ri-vegetasse il proprio giardino, reale o umano che sia?!!?

Noi di Permacultura & Transizione sogniamo che dopo ogni articolo, dopo ogni intervista pubblicata si avvii un piccolo processo di cambiamento o una piccola rivoluzione. Ti va di sognare con noi? Cosa avverrà dopo la pubblicazione di questa intervista?

Nella migliore delle ipotesi, tutti si convertiranno alle azioni rigenerative
nella peggiore diranno “talè, che simpatico questo!”

E cosa succederà dopo il tuo prossimo corso?

Guarda, nell’ultimo, tenuto a Siculiana (AG), dopo aver picconato e piantumato per ore sotto il sole, è partito un karaoke serale che ha coinvolto tutti, dalla diciannovenne francese timidissima alla contadina agrigentina che cantava solo in siciliano. Se succedesse di nuovo, sarei più che soddisfatto.

Significa vibrare insieme e non c’è feedback più bello.

Grazie <3

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Marco Matera
Nel bel mezzo della sua sfavillante carriera manageriale all'estero, fatta di viaggi in business class e meeting internazionali per conto di una delle peggiori multinazionali che l'umanità abbia mai potuto produrre, Marco scopre la Permacultura, se ne innamora, lascia il suo lavoro e decide cominciare la sua transizione interiore. Nel suo nuovo viaggio incontra tante persone stupende fra le quali Aranya, che gli insegna la Permacultura e gli dà una bella certificazione, poi Dave col quale impara la Permacultura urbana in una città dedita all'alienazione e al consumismo sfrenato, poi Naresh col quale intrattiene delle lunghe conversazioni sulla Transizione e dulcis in fundo Flavio col quale ride tanto e si inventa un modo sostenibile di fare impresa. Il suo sogno è quello di diventare un insegnante di Permacultura e di trasformare il suo Paese d'origine in un paradiso tanto da riguadagnarsi l'appellativo di Bel...Paese! Che cosa gli succederà in futuro nessuno lo sa, chissà quante altre meravigliose creature incontrerà. Frattanto lasciatelo sognare e progettare. E di tanto in tanto date un'occhiata agli articoli che pubblicherà!