Una scelta di Looby Mcnamara su cui riflettere

Giovanni Santandrea della Scuola di Permacultura Umana commenta la scelta di Looby Macnamara di chiudere il gruppo Facebook People and Permaculture Designers

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Looby Macnamara Permacultura umana
Looby Macnamara

In questi ultimi giorni abbiamo appreso una notizia che ci ha fatto molto riflettere come Scuola di Permacultura Umana

Looby Mcnamara, autrice del famoso “People & permaculture”, forse il testo più famoso e di larga diffusione sulla permacultura umana e sociale, ha comunicato sull’omonimo gruppo Facebook “People and Permaculture Designers” la decisione di abbandonare il gruppo stesso. 

Il gruppo era nato circa 10 anni fa proprio in coincidenza con la pubblicazione della prima edizione di “People & permaculture”. Lo scopo del gruppo era proprio quello di connettere i lettori del suo libro al fine di sostenere la progettazione del benessere personale, collettivo e del pianeta. 

Immaginiamo che la decisione presa da Looby sia stata difficile e travagliata. Nel suo breve post spiega le sue motivazioni con queste parole: “(…) il gruppo oggigiorno riceve ancora molti post su piante e giardinaggio e sembra bloccato nel mito che la permacultura è tutta questione di terra.(…)”

Looby, sempre nello stesso post, comunica che invece manterrà aperta l’altra pagina “Cultural Emergence” che prende nome dall’ultimo e recente suo libro.

Una nostra breve riflessione

Sembra chiaro che Looby non rinunci per nulla ai temi che da sempre la appassionano, quelli che riguardano le metodologie progettuali e gli strumenti per creare benessere in tutti gli ambiti umani, dalla sfera personale fino ad arrivare alla dimensione delle comunità locali.

Sembra invece che lei senta il peso e la fatica dovute a come il mondo variegato della Permacultura percepisca la sua visione.  Noi della Scuola di Permacultura Umana ci sentiamo molto vicini a Looby e capiamo profondamente tutti i suoi disagi.

Le cose sono certamente cambiate da quando negli anni ’70 la Permacultura muoveva i primi passi proprio da contesti rurali ed agricoli, in cui si vedeva l’innovazione di utilizzare il pensiero sistemico per fare progettazione utilizzando le competenze di differenti discipline: agricoltura naturale, bioarchitettura, climatologia, economia, botanica, selvicoltura, ecologia. Da allora molte sono state le evoluzioni che hanno fatto sviluppare e crescere la cornice di riferimento della Permacultura.

Ma nonostante questo processo evolutivo, ancora oggi è più facile incontrare permacultori molto orgogliosi del loro orto sinergico, della loro compost toilet, o della rocket stove appena costruita. Fin qui nulla di male, anzi. Gli ostacoli nascono quando quelle stesse persone frequentemente esprimono pregiudizi, se non malcelate ostilità, verso temi quali progettazione di una vita piena di significato, sviluppo delle proprie competenze di ascolto e capacità relazionali, gestione dei gruppi in cui efficacia e benessere dei singoli vadano di pari passo, comprensione e facilitazione di processi di cambiamento portati avanti senza cadere nel tranello di polarizzazioni e atteggiamenti non inclusivi.

Una vera e profonda comprensione della potenza del pensiero sistemico invece ci permette di vedere come anche discipline come la psicologia, la sociologia, la filosofia, e la pedagogia possano arricchire e allargare lo spettro di ambiti e contesti in cui la progettazione in permacultura può trovare applicazione.

Un abbraccio e un ringraziamento a Looby per il suo impegno e le sue intuizioni, da parte nostra della Scuola di Permacultura Umana.