Intervista a Ottavia Nigris Cosattini

Marco Matera intervista Ottavia Nigris Cosattini, permacultrice e autrice del film "Lupo Nero, Lupo Bianco" il documentario che è stato girato nel 2016 con lo scopo di raccontare la realtà del Gruppo Permacultura Sicilia.

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Ottavia Nigris Cosattini permacultura
Un frammento del film "Lupo Nero Lupoi Bianco" di Ottavia Nigris Cosattini

Durante il tour di Lupo Nero Lupo Bianco, il documentario sulla permacultura in Sicilia che ha fatto il giro di ben undici località, ho avuto modo di conoscere Ottavia Nigris Cosattini.

Ottavia è una donna esile con un sorriso travolgente, un “vulcano travestito da scricciolo” che avuto l’intuizione di raccontare il significato più profondo della permacultura in Sicilia a partire dalle storie delle persone coinvolte.

L’ho intercettata all’Impact Hub di Siracusa, un luogo meraviglioso nel cuore di Ortigia dove fiducia, coraggio e collaborazione sono i valori sui quali si fonda la Community di Persone che vivono questi spazi.

Ciao Ottavia, ci vuoi parlare un po’ di te? Chi sei? Come sei approdata al mondo della permacultura?

Sono stata per tanti anni nel mondo del teatro, come attrice, ma anche come scenografa, costumista e organizzatrice; nel 2009 ho iniziato l’avventura dell’associazione culturale insieme a mia sorella, con lo scopo di organizzare eventi culturali; negli anni si è affacciata per me l’esigenza di sensibilizzare artisti e organizzatori nella direzione della sostenibilità.

Così approdo per la prima volta in Sicilia nel 2012, a Montalbano Elicona, organizzando una residenza di artisti internazionali proprio sul tema della sostenibilità dell’arte. In quell’occasione avevamo bisogno di volontari per costruire Aretha (un boiler di acqua calda costruito solo con materiali di riciclo), e la rete permacultura sicilia si mette a disposizione.

E’ così che ho conosciuto per la prima volta la permacultura e il gruppo. Mi sono affezionata ai ragazzi e ai loro meravigliosi racconti di mutuo aiuto, di scambi, di un’economia diversa, di un approccio diverso alle persone. Mi sono incuriosita e sono tornata negli anni più volte per conoscere meglio questa rete.

permacultura siciliaMi ha incuriosito molto il titolo del tuo film “Lupo Nero Lupo Bianco”. Ce ne vuoi parlare? 

Sono convinta che la permacultura sia una delle risposte più adeguate al momento storico che stiamo vivendo. Mi ha colpito, fin dal principio, l’unica legge che viene fuori da questo sistema di progettazione: prenditi la tua responsabilità.

E responsabilità significa sentirsi liberi di agire nel limite in cui puoi sostenerne le conseguenze. Siamo troppo abituati a delegare, ad aspettare che sia qualcun altro ad agire, a dare la colpa sempre a qualcosa fuori di noi, senza renderci conto che abbiamo tutte le armi per reagire ed agire nei nostri piccoli contesti per migliorare il mondo che ci circonda. E il primo passo, secondo me, è quello di alimentare le cose belle e positive che abbiamo intorno invece di elucubrare su quelle negative.

Cosa ha a che fare una leggenda Cherokee con la permacultura?

Il nonno indiano risponde al piccolo nipote : “ci sono due lupi dentro di te, in continua lotta, il lupo bianco e il lupo nero…il lupo che vincerà sarà quello a cui tu avrai dato nutrimento.” Basta col riempire la nostra vita di pensieri negativi, che oltretutto conosciamo a memoria, andiamo a scoprire quello che c’è di bello, e costruiamo su quello. (cit: Eva Polare). E la rete permacultura sicilia è sicuramente un esempio da cui possiamo cominciare, prendendolo come modello.

eva polare permaculturaIl video è stato realizzate da te e i tuoi fratelli, come mai avete scelto la rete siciliana di permacultura?

Personalmente ho avuto la fortuna di visitare molti luoghi italiani che praticano permacultura, dalle aziende agricole a progetti di permacultura sociale, quindi di realtà eccellenti ce ne sono tante…ma effettivamente quello che avviene all’interno della rete siciliana è davvero straordinario: la loro dedizione, il supporto reciproco, la calendarizzazione mensile del mutuo aiuto, la dimensione locale con cui sono riusciti a sostenersi in questi anni e non ultimo la diffusione esponenziale di progetti negli ultimi anni sul suolo siciliano, mi fa capire che la Sicilia è davvero un’eccellenza.

luponero lupobianco permaculturaCome avete cominciato? 

Tutto è nato dalle ore di chiacchiere con Peppe Arena, e la mia forte necessità di raccontare questa rete al mondo intero, tanto mi ero affezionata.

Io e mio fratello Giovanni eravamo già nel mondo della permacultura da qualche anno, conoscendone e condividendone i principi, mentre mia sorella Olimpia (cameragirl) ne era completamente estranea. L’inizio è stato abbastanza comico, nel senso che mia sorella ci guardava come se fossimo tutti matti, tra compost toilet e chickentracktor, l’abbiamo costretta a immergersi in un mondo per lei sconosciuto…ma dopo qualche giorno ha cominciato ad apprezzare, intervenire e supportare la causa, come se si fosse resa conto che quello che stavamo facendo era semplicemente giusto.

Quali sono le esperienze che vi sono rimaste nel cuore?

Le esperienze che ci sono rimaste nel cuore sicuramente sono tutte le persone. Tutte. Nessuna esclusa, ci hanno accolto e trattato come persone di famiglia, senza imbarazzi, senza tensioni. Comunque immagina che 3 sconosciuti ti arrivano a casa già con le telecamere accese, fanno domande, chiedono cose, ti mettono a soqquadro la casa tra calzini, batterie delle telecamere, cavalletti ed esigenze tecniche.

felcerossa permacultura siciliaQuali quelle da dimenticare?

Diciamo che la parte da dimenticare è stato il mal tempo di quei 15 giorni, per cui abbiamo speso una fortuna per comprarci maglioni, sacchi a pelo, cappelli e sciarpe, perché nessuno di noi si aspettava temperature così basse ad aprile…e tanto materiale è stato scartato a causa delle brutte immagini che ne sono venute. E poi la parte tecnica….infernale…non essendo noi documentaristi ci siamo arrangiati al meglio; ma tra la carica delle batterie delle camere, scaricare e selezionare il materiale la sera, avere sempre la riserva di schedine vuote…sicuramente ho imparato tanto anche da questo!!!

Ottavia Nigris Cosattini permacultura siciliaFinite le riprese ci sarà stato un periodo di sedimentazione, montaggio, realizzazione, distribuzione. Chi vi ha supportato?

Eheheheh…punto dolente. Avendo autoprodotto il documentario con i miei risparmi, purtroppo non avevo la possibilità di pagare altre persone che mi aiutassero. Quindi mi sono messa di buona volontà: due mesi solo per riguardare il materiale girato. Un mese per tagliuzzare le frasi che più mi interessavano cercando già di vedere un filo logico. Un mese per metterlo insieme con vari montaggi iniziali, varie prove, che continuavano a cambiare…e poi una settimana definitiva con la montatrice che è andata a pulire e rendere tutto più professionale.
Quindi ti direi che sedimentazione, montaggio e realizzazione me li sono fatta da sola….ora comincia la distribuzione…qualcuno si offre di aiutarmi???

peppe arena mario carbone permaculturaA noi piace ridere e scherzare. Molte delle nostre interviste avvengono a cena in una situazione molto gioiosa. Ma proprio quando siamo piegati in due ci scappa la domanda a trabocchetto: Ma che ci fa un’attrice che ha fatto “Don Matteo” in mezzo agli orti siciliani?

Ti posso solo rispondere che le vie della permacultura sono infinite….persino un’attrice di Don Matteo è felice di coltivare orti, soprattutto in Sicilia!

Ok domanda “political incorrect”, lo ammetto. Le nostre interviste sono spesso sui generis e crediamo nel mutuo scambio. Ti va di fare una domanda a Permacultura & Transizione? Risponderemo sinceramente ovviamente.

Voi di Permacultura e Transizione state facendo un lavoro bellissimo, raccontando storie, informando attivamente, siete sempre molto presenti su ogni novità, e per questo vi stimo molto. Ma ho una domanda poco diplomatica: come pensate di potervi integrare all’interno di altri progetti, per diventare più forti e comunicativi, invece di rimanere un progetto singolo di permacultura?…nel senso…conosco molte realtà che in piccolo o in grande fanno i propri progetti di permacultura. Ma secondo voi è possibile creare un contenitore ancora più grande che possa includere tutti i vari progetti, senza che rimangano esempi singoli di progettazione?…la rete permacultura sicilia in qualche modo ci è riuscita.

La risposta di Permacultura & Transizione:
Bella domanda, Ottavia! Io ho trovato in Sicilia una rete incredibilmente coesa. Per risponderti vado per livelli un po’ come si fa nella progettazione in permacultura :

1. Mappa Base: P&T è di fatto una rivista senza redazione. I nostri autori italiani sono i nostri lettori e viceversa. Questo ci permette di essere liberi da ogni linea editoriale e di integrare le esperienze di tutti (integra invece di separare). Quindi diamo l’opportunità a ogni permacultore di raccontarsi (prenditi la tua responsabilità) e di non essere raccontato. Se ogni nostro lettore diventa di fatto un autore possiamo imparare qualcosa da tutti e aiutare l’intera comunità a evolversi e a comunicare all’esterno.

2. Integra funzioni, crea relazioni: P&T è nata per non competere con le altre riviste, blog, siti che parlano di permacultura / transizione / cambiamento (Lavora con e non contro). Per questo ospitiamo e divulghiamo gli articoli di realtà italiane come Italia che cambia, di Vivere Sostenibile, de Il giro del cappero o internazionali come gli articoli di Permaculture Magazine, di Permaculture Principals e di Transition Networks.

Inoltre, con la Web Forest, la nostra directory condivisa e orizzontale di siti relativi a temi riconducibili alla permacultura e alla transizione, possiamo dare l’opportunità a tutti i membri della comunità di accedere a nuove risorse e conoscenze.

3. Comincia da progetti semplici e poi espandi: P&T è un progetto giovane. Siamo nati nel 2016 con zero soldi e continuiamo ad averne zero. I contenitori integrazione di più progetti esistono già. Penso a Ecolise oppure gli HUB di incubazione di progetti. Sarebbe bello crearne uno in Italia.
Mo’ basta parlare di P&T, torniamo a te. Toh beccati sta domandina.

Noi di Permacultura & Transizione sogniamo che dopo ogni articolo, dopo ogni intervista pubblicata si avvii in Italia un piccolo processo di cambiamento o un piccola rivoluzione. Ti va di sognare con noi? Cosa avverrà dopo la pubblicazione di questa intervista?

Dopo questo tour in Scilia di proiezioni del documentario si è rafforzata ancora di più la mia convinzione (permaculturale) che i nostri lavori sono modesti, ma la somma dei nostri lavori modesti è straordinaria (cit. Bill Mollison). Nelle 11 date che ho fatto in tutta la Sicilia ho incontrato centinaia di persone, di cui una grande parte non aveva neanche idea di cosa fosse la permacultura. Credo che ogni piccolo esempio di cambiamento possa portare qualcun altro a farsi delle domande, a porsi degli obiettivi.

alessandra torre permacultura

La chiave per il cambiamento non è cercare di convincere le persone, ma piuttosto dargli un esempio di come si può fare, per rendere quel sogno di un’Italia diversa più concreto e tangibile, per dare a ciascuno la certezza che se vuoi, puoi.
I sogni sono la manifestazione della nostra volontà, non releghiamoli a semplici illusioni.

E cosa succederà dopo la visione del tuo film?

Per ora ho notato molti sorrisi, molte facce esterrefatte, molta voglia di conoscere di più e tanta necessità di credere che quel sogno diventi realtà. Quindi io adesso non mi fermo. Anzi…Lupo tour permacultura sicilia

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Marco Matera
Nel bel mezzo della sua sfavillante carriera manageriale all'estero, fatta di viaggi in business class e meeting internazionali per conto di una delle peggiori multinazionali che l'umanità abbia mai potuto produrre, Marco scopre la Permacultura, se ne innamora, lascia il suo lavoro e decide cominciare la sua transizione interiore. Nel suo nuovo viaggio incontra tante persone stupende fra le quali Aranya, che gli insegna la Permacultura e gli dà una bella certificazione, poi Dave col quale impara la Permacultura urbana in una città dedita all'alienazione e al consumismo sfrenato, poi Naresh col quale intrattiene delle lunghe conversazioni sulla Transizione e dulcis in fundo Flavio col quale ride tanto e si inventa un modo sostenibile di fare impresa. Il suo sogno è quello di diventare un insegnante di Permacultura e di trasformare il suo Paese d'origine in un paradiso tanto da riguadagnarsi l'appellativo di Bel...Paese! Che cosa gli succederà in futuro nessuno lo sa, chissà quante altre meravigliose creature incontrerà. Frattanto lasciatelo sognare e progettare. E di tanto in tanto date un'occhiata agli articoli che pubblicherà!