Disordine e Progresso, come progettare e riprogettarsi in Brasile

Ad una settimana dall'arrivo in Brasile, Michele Battistella e Elena Aziani della Comagnia I fiori del caffè si imbattono con le contraddizioni e difficoltà che dovranno affrontare per far funzionare la missione di progettazione che è stata affidata loro a Diogo, piccolo villaggio a nord di Salvador de Bahia, nella foresta di Sao Joao. Esempi di vita sostenibile ed esempi di turismo insostenibile. Come potranno andare d'accordo? Ecco il primo articolo del loro reportage...

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Disordine e progresso brasile

Non tutto quello che immaginiamo si realizza come lo progettiamo.

A quasi una settimana dal nostro arrivo in Brasile stiamo entrando nel vivo della progettazione, non solo di quello che faremo noi, ma anche di quello che potrà succedere qui dopo il nostro rientro in italia.

Prima della nostra partenza ci eravamo preparati per accogliere idee, proposte e sogni locali per cercare di facilitare un processo di collaborazione nella comunità locale. Quello che abbiamo scoperto fino ad ora è che non solo dobbiamo sempre essere pronti a lasciar andare le aspettative che ci si crea, così da non perdere di vista il vero obiettivo, ma ci siamo accorti anche che il vero percorso per rafforzare la comunità passa attraverso la creazione di soluzioni che permettano un costante ricambio di energie senza dover intaccare gli equilibri della comunità, per alcuni versi fragili e precari.

I chilometri che ci separano dalla città frenetica e rumorosa di Salvador da Bahia non sono molti eppure le energie che si respirano qui a Diogo sono ben altre. Se a Salvador siamo stati immersi in una rapida successione di Favelinhas e palazzoni protetti da filo spinato, cancelli, guardie e aria condizionata; qui, verso nord, gli animali scorrazzano liberi, i turisti incontrano campeggi e chalesinhos spartani e rinfrescati dal vento che rumoreggia tra le palme da cocco, mentre lunghe conversazioni tra i proprietari dei terreni decidono a chi appartiene un pezzo o l’altro della strada.

Questi sono luoghi in cui si sogna uno stagno per dare una casa ai rospi e dove si cerca di eliminare ogni accumulo d’acqua per complicare la vita alle zanzare. Qui è dove si potrebbero facilmente raccogliere migliaia, forse milioni, di litri d’acqua piovana ma non si possiede acqua potabile nei rubinetti a casa, a scuola, al lavoro.

Siamo qui con l’idea di creare qualcosa di che possa offrire l’occasione di riflettere su cosa non funziona nel mondo così come lo abbiamo organizzato e provare a trasformare quello che in Europa definiremmo selvaggio in un esempio da coltivare in maniera permanente.

Solo un rapido esempio, vi racconteremo di più nei prossimi tempi. Qui, l’unica scuola superiore della regione, che educa 1500 studenti divisi in 3 turni (mattina, pomeriggio e sera) immersa in un grave problema di discriminazione razziale e maschilismo (combattuti con ogni mezzo dalla direttrice, donna, per dimostrare che tutto è possibile) e abbandono scolastico; beh, questa scuola ha sfruttato ogni singolo pezzetto di verde per creare un’immensa aula di educazione ambientale, di cultura delle colture e di concetti della permacultura e della sana e attenta alimentazione, dove gli stessi studenti sono responsabili del rispetto e uso della terra che da qualche anno ormai offre loro prodotti che la scuola utilizza nella cucina della mensa e dove con solo materiali di riciclo sta per essere ultimata un’aula per le arti che fa invidia a molte sale teatrali italiane, eppure ancora si riesce a parlare di terzo mondo.

 

Michele Battistella, Elena Aziani, Hanny e Moka della Compagnia I fiori di caffè

Sarà l’aria condizionata o forse le guardie alle porte, ma se i palazzi in cui si decide l’economia del mondo sono come i palazzi per turisti, circondati da abitanti intenti a gestire problemi più importanti del caldo, in un modo che possa trovare e rispettare i ritmi e le possibilità della natura, in nessun posto al mondo l’essere umano dovrebbe permettersi di fare le vacanze.


Elena Aziani
Diplomata al liceo Socio-psico pedagogico, accompagna le qualificazioni successive con un’impronta educativa. Laureata in Scenografia, si occupa dal 2013 di laboratori artistici con bambini e ragazzi con l’obiettivo di creare un percorso complementare a quello teatrale. Sviluppa questo progetto grazie alla collaborazione con professionisti nel campo teatrale e musicale, insieme ai quali fonda nel 2014 l’Associazione Frazionemondo con il desiderio di usare l’Arte al servizio della crescita sociale e personale. Durante il percorso accademico incontra l’opportunità di lavorare nella realtà di Serra San Quirico all’interno della Rassegna Nazionale del Teatro della Scuola, da cui nasce la passione per il Teatroeducazione che la spinge a proseguire la formazione come operatrice teatrale. Parallelamente studia come attrice e performer, con particolare interesse per la danza e il linguaggio espressivo-sensibile del corpo. Dal 2016 fa parte della compagnia teatrale Onirica e dal 2017 del gruppo sperimentale Bigondo per la creazione e la condivisione di autentiche esperienze teatrali e di vita. Partecipa, sostiene e progetta iniziative di mobilità giovanile a livello europeo da circa un anno insieme all’associazione Vagamondo.

Michele Battistella
Educatore Professionale e studente di Diritti Umani, Migrazioni e sviluppo, si forma come Facilitatore, specializzandosi in Teatro dell’Oppresso seguendo un percorso attraverso le varie tecniche che lo compongono dal 2010 al 2015. Si laurea con una tesi dal titolo: “Teatro dell’Oppresso, dall’analisi dell’esistente all’ipotesi di un modello educativo” strutturando di fatto la possibilità di utilizzare le tecniche del TdO in ambienti fortemente istituzionalizzati. Dal 2013 si occupa inoltre di Teatro Educazione e Teatro della Scuola unendo diverse metodologie teatrali ed espressive nel lavoro con bambini e ragazzi. Nel 2014 fonda l’Associazione “Educare Agendo” con la quale realizza progetti di promozione e formazione per educatori professionali interessati a nuovi modi di fare educazione. Nello stesso anno inizia la collaborazione con la Compagnia “CanBagnato” con la quale scopre l’amore per il teatro di strada e l’educazione itinerante. Nel 2016 inizia per l’Associazione Teatro Giovani Teatro Pirata la produzione di uno spettacolo per bambini dal titolo “L’Albero di Pepe”, parlando di rispetto per l’ambiente e le persone. Nel 2017 conclude il percorso di formazione per Operatore Teatrale e decide di fare dell’itineranza un lavoro, fonda così, con altri 3 facilitatori il gruppo Songlines Travel con il quale organizza viaggi di apprendimento in diverse zone del mondo che esprimano la volontà di ricercare soluzioni alternative a problemi sociali ed oppressioni collettive.

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