di Silvano Ventura - direzione@viveresostenibile.net
Coltivare un orto, in modo naturale e senza chimica, per rispondere ad una parte delle esigenze alimentari della famiglia, non solo è salutare per la qualità del cibo che si raccoglie e si mangia e per l’attività fisica che si svolge all’aperto per prendersene cura, ma è un ottimo modo capire i meccanismi della vita e per riprendere il contatto con essi, oltre che con noi stessi.
Mettere le mani nella terra per curare qualcosa di cui ci nutriremo, è un gesto di amore che dovrebbe essere insegnato ad ogni bambino, perché gli farà sviluppare un’attitudine all’attenzione, all’attesa pacata e una sensibilità non comuni. Come spesso accade, il gesto insegna più di molte parole.
E’ un vero regalo pieno di stupore e meraviglia, il piacere che si prova a vedere nascere dal nulla e seguire fino al momento della raccolta, la verdura che poi troveremo nel nostro piatto. E questo stupore e meraviglia, lo provano i bambini dai 3 ai 90 anni!
Prendersi cura di un orto è un gesto di amore verso noi stessi e verso i nostri cari, ma anche nei confronti dell’ambiente e della comunità nella quale viviamo e infine è un vero gesto rivoluzionario.
Basare la nostra alimentazione prevalentemente su cibi di origine vegetale, è ormai riconosciuto come un modo per mantenere a lungo la nostra salute. La prevenzione dei tumori, delle malattie cardiovascolari e di molte malattie degenerative, passa attraverso le nostre scelte alimentari.
Date verdure e frutta del vostro orto ai vostri figli e farete loro scoprire i sapori veri che hanno questi frutti straordinari! Vedrete, se ne innamoreranno e nutrirsene diventerà per loro una sana abitudine. Temo che questo non possa accadere con la verdura confezionata del supermercato!
La verdura che coltiveremo nel nostro orto, è a km 0! Per coltivarla, non useremo pesticidi o concimi di origine chimica, derivati dal petrolio. Per raccoglierla non useremo macchine a motore. Per trasportarla fino alla nostra tavola, basteranno le nostra gambe o al massimo la bicicletta. Così anche la Terra godrà del nostro raccolto!
Barattare o regalare a chi ne ha necessità, le nostre eccedenze o quello che non possiamo consumare o non vogliamo trasformare in conserve o marmellate. è un modo per sviluppare relazioni amichevoli e “fare comunità” concretamente.
Infine auto-produrre una parte della propria alimentazione, è un gesto davvero rivoluzionario. E’ un cambiamento profondo di identità. Da quella di consumatori stanchi, tristi e insaziabili, a quella di creatori allegri, tenaci e consapevoli!
E’ questo che possiamo apprendere e insegnare ai nostri bambini. La terra, così come la nostra esistenza, sono doni ricchi che vanno accuditi ogni giorno, collaborando con amore e attenzione alla nascita e allo sviluppo della vita!
L’articolo originale è stato pubblicato su Vivere Sostenibile – Romagna n. 16 Aprile 2017