Intervista a Giulia Zanetti

Scopri la storia di Giulia Zanetti, fotografa e insegnante di permacultura. Un'intervista ispirante e ricca di passione per la natura.

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Giulia Zanetti permacultura

Ho avuto il piacere di conoscere Giulia Zanetti durante un corso di progettazione in Permacultura in Veneto, vicino a Vicenza. Fin dal primo incontro, Giulia ha brillato per la sua simpatia e vitalità, qualità che la rendono una figura carismatica e coinvolgente nel mondo della permacultura.

Il nostro percorso si è incrociato nuovamente in un corso successivo, organizzato proprio da lei, sempre in Veneto. È stato in quell’occasione che ho avuto modo di apprezzare ulteriormente la sua dedizione e competenza nel campo della permacultura. Da allora, Giulia si è certificata come insegnante di Permacultura, completando un corso per insegnanti presso l’Asino e La Luna.

Affascinato dal suo entusiasmo e dalla sua profonda intelligenza emotiva, ho deciso di intervistarla per condividere con voi la sua storia, le sue esperienze e le sue visioni per il futuro della permacultura. Sono certo che le sue parole sapranno ispirare e motivare tutti coloro che, come noi, credono in un approccio sostenibile e armonioso con la natura.

giulia zanetti insegnante permacultura
Ottobre 2022 – Giulia Zanetti al Corso per Formatori in Permacultura 3D presso L’Asino e la Lu

Ciao Giulia, ci vuoi parlare un po’ di te? Chi sei? Come sei approdata al mondo della permacultura?

Eccomi, allora io arrivo da un piccolo paese in provincia di Bologna, nel bel mezzo della pianura Padana. I miei hanno un’azienda agricola convenzionale ma ho sempre fatto percorsi diversi approdando prima nel modo del marketing e poi della comunicazione. Un viaggio fu galeotto, mi trovavo in Mozambico nel 2013 a fare volontariato e dove in realtà stavo sviluppando un progetto fotografico. Lì mi sono ritrovata in una scuola professionale dove gli indirizzi erano Agricoltura, costruzioni e alberghiero. Nei campi i ragazzi creavano e utilizzavano solo compostaggi, macerati e fermentati creati da loro, le case erano fatte di mattoni in terra e l’accoglienza alberghiera era basata su prodotti freschi, locali con una grande cura e attenzione del turista. Insomma noterete già qualche affinità. Quando sono rientrata mi sono avvicinata subito al mondo delle aziende agricole, degli ecovillaggi e alla ricerca di un abitare più Naturale. Passando per un progetto di comunità che non è andato a buon fine e il Master Futuro Vegetale a Firenze con Stefano Mancuso è stato il mio primo PDC nel 2020 a farmi capire come unire davvero tutti i puntini.

Cosa rispondi quando la gente ti chiede “Che lavoro fai”?

Ottima domanda :) Diciamo che mi si apre praticamente un multiverso di risposte possibili e in pochi secondi cerco di trovare la formula più corretta in base alla persona che ho davanti. Quando proprio sono in difficoltà la taglio corta dicendo che sono fotografa. Ma tanto dopo 5 minuti in qualche modo mi metto sempre a parlare di Permacultura.

Mi ha incuriosito molto il tuo impegno con Squola Praticante. Ce ne vuoi parlare? Come hai/avete cominciato? Quali sono le esperienze che ti sono rimaste nel cuore? Quali quelle dalle quali hai imparato?

Squola Praticante è per me un sogno che si realizza. Mi ricordo che a 19 anni avevo scritto per la tesina di quinta un progetto su un grande casale dove portare arte, musica, cultura attraverso corsi ed eventi. Uno dei punti fondamentali del progetto erano percorsi di formazione in ambito artigianale, agricolo e quindi corsi di apicoltura, orti, falegnameria, vetreria artistica ecc. Quindi era già qualche anno che mi ronzava in testa un’idea del genere.

Nel 2020 alla fine del PDC mi sono seduta su un muretto con Stefano Mattei e gli ho detto con l’emozione e la gioia negli occhi di chi ha appena finito un’esperienza trasformativa: “E ora? Come faccio a portare tutto questo nella mia vita quotidiana?”. E lui mi ha chiesto cosa sapevo ma soprattutto volevo fare. Io già allora organizzavo corsi e workshop…e così abbiamo deciso di unire le forze. Squola Praticante (con la Q perché l’errore è concesso) nasce così dopo diversi incontri di progettazione partecipata con permacultori da tutta Italia e se prima voleva essere una scuola stanziale ora è naturalmente diventata una rete libera di permacultori che mette in connessione i luoghi che vogliono ospitare corsi e cantieri di autocostruzione, i docenti e tutti coloro che hanno competenze da tramandare e chi vuole imparare un nuovo modo di vivere e abitare e perché no, imparare un nuovo mestiere.

Settembre 2022 – Conclusione del cantiere presso centro Kratas con l’architetto Tommaso Bazzecchi

Beh direi che l’esperienza che mi è rimasta nel cuore tra i tantissimi corsi e cantieri ai quali ho partecipato in questi anni è stata una casa in terra che abbiamo costruito in Sicilia con Tommaso Bazzechi. Un mese e mezzo di vita in comunità in un posto incredibile e potente, tantissime persone che andavano e venivano, i bagni nel fiume, una casa realizzata da zero…beh indimenticabile.

Di recente sei entrata a far parte del direttivo dell’Accademia Italiana di Permacultura. Ci vuoi raccontare come è andata? E di cosa di occuperai in particolare?

Allora il percorso con l’accademia nasce in realtà da poco. Dopo il primo PDC ho fatto tantissimi cantieri e organizzato decine di corsi in tutta Italia ma avevo partecipato solo alla bellissima plenaria di Mondeggi. Piano piano ho conosciuto e collaborato con diversi amici e docenti e così nel 2023 è cresciuto il mio interesse verso l’accademia per capire come poter integrare (e non separare) tutte le reti che si stavano creando. A ottobre ci siamo proposti per organizzare la plenaria a Verona ad Articoltura ed è stato l’inizio di tantissime collaborazioni. Prima di tutto il gruppo si è unito tantissimo, io ho vissuto e capito più da vicino le dinamiche dell’accademia e l’esperienza in sé è stata davvero un punto cardine del mio viaggio personale.

plenaria permacultura 2024
Bologna, Aprile 2024 – Immagini dalla plenaria

Così insieme ad alcune persone che hanno organizzato la plenaria e ad altri che condividono con noi il percorso di apprendimento attivo abbiamo iniziato a trovarci online attraverso incontri aperti a tutti per portare un po’ le nostre idee. Evoluzione naturale di questo percorso è stato quello di candidarsi e mettere a disposizione il nostro tempo e le nostre energie per l’Accademia e tutta la rete Italiana.
Per ora si sta rivelando una bellissima esperienza, il direttivo si sta conoscendo ma l’energia e la voglia di fare è tantissima. Io in particolare mi occuperò della comunicazione e della gestione dei social. Parlo al futuro perché stiamo facendo una progettazione e ci vorrà forse un po’ per mettere in atto le idee ma ce la stiamo mettendo tutta. Anzi, l’idea è quella di avere persone che raccontano progetti e reti locali in tutta Italia quindi chi ha voglia di mettersi in gioco è ben accetto.

Qualcuno dei nostri lettori ci rimprovera che la permacultura “non è per tutti”. Troppi termini anglosassoni difficili da ricordare, troppi principi, troppa fatica nella fase della progettazione e soprattutto troppa responsabilità da prendere che non fa dormire la notte, la paura del cambiamento. Come replicheresti?

Io credo che sia vero, la Permacultura non è per tutti….ma potrebbe esserlo.
Sicuramente gli argomenti trattati sono trasversali ad ogni aspetto della nostra vita, ma mi rendo conto che alcuni sono cambiamenti radicali da applicare alle nostre vite e quindi forse non tutti sono pronti per farli. O magari non è nemmeno nel loro interesse.
Come diciamo sempre passi piccoli, lenti e belli. La Permacultura in genere ti porta a fare scelte anche abbastanza radicali semplicemente perché ci fa vedere in maniera chiara e decisa che alcune scelte che abbiamo fatto nella nostra vita non risuonano più con ciò che siamo ora e in quello in cui crediamo davvero. E allora ecco che alcuni lasciano il lavoro, comprano casa in campagna, rivoluzionano la famiglia ecc…ma si può fare Permacultura anche senza stravolgere tutto subito. Magari si parte semplicemente da dove fare la spesa, poi da coltivare un piccolo orto, poi a fermentare…e magari scegliere colori naturali a base terra se vogliamo ridipingere casa. Oppure semplicemente cambiamo il nostro modo di relazionarci…troviamo persone che risuonano di più con noi. Insomma piccole cose che piano piano ci portano sempre di più verso chi siamo veramente. E quindi arriva quando deve arrivare e se questo modo di essere e abitare risuona davvero con noi.

plenaria permacultura giulia zanetti
Plenaria di Permacultura 2024: Giulia Zanetti, Stefano Mattei e Fabio Pinzi.

Quali altri progetti stai seguendo in questo periodo?

Diciamo che Squola Praticante è per me un viaggio che mi sta insegnando tanto, anche su come costruire reti e progetti. Dopo averne visti tanti e viaggiato ovunque mi sono detta…perché non posso portare tutto questo qui a Verona dove vivo? E quando fai spazio la vita ti porta quello di cui il cuore ha bisogno. Così fatalità ho scoperto che c’era un PDC a week end a Vicenza e sono partita la mattina stessa. Lì ho conosciuto tanti permacultori Veneti e in particolare Marco Pianalto e Alice Pellegatta. Così dopo mezzora che ci conoscevamo abbiamo deciso di organizzare un PDC a Verona nel 2022. Abbiamo fatto serate nei locali in città di introduzione e presentazione del progetto. Il mese scorso abbiamo terminato la seconda edizione nella cantina di vini Naturali dove lavoro, Terre di pietra e stiamo già organizzando la terza edizione per il 2025.

Maggio 2024, Verona - Conclusione del forno in terra con Tommaso Bazzechi presso la cantina di vini Naturali Terre di Pietra
Maggio 2024, Verona – Conclusione del forno in terra con Tommaso Bazzechi presso la cantina di vini Naturali Terre di Pietra

Da questi corsi ai quali hanno partecipato decine di persone della zona stanno nascendo progetti, collaborazioni, progettazioni partecipate e reti incredibili. In cantina organizziamo un mercato locale settimanale con realtà che già si occupano di Permacultura come la Ferraretta Bianca, Articoltura o il giardino dei lamponi. Qui abbiamo appunto organizzato i PDC, la plenaria, corsi di ogni genere come compost toilette, forni, micologia, agricoltura naturale, costruzioni e ristrutturazioni con cantieri partecipati ecc. Insomma mi sto occupando di portare tutto questo mondo nella mia quotidianità. Da circa tre anni insegno anche Permacultura con progetti esterni per le scuole e comunità di adolescenti. Stanno nascendo anche collaborazioni con università e istituzioni. E poi serate in città di musica e Permacultura. Insomma non mi annoio :-)

A noi piace ridere e scherzare. Molte delle nostre interviste avvengono a cena in una situazione molto gioiosa. Ma proprio quando siamo piegati in due ci scappa la domanda a trabocchetto: secondo te “insieme possiamo farcela”?

Assolutamente sì, siamo ormai tanti, tantissime gocce d’acqua che piano piano stanno formando un’onda potente di cambiamento e trasformazione!

Una o più canzoni che hai in mente in questi giorni? E perché?

Assolutamente questa: Spirit Bird di Xavier Rudd
Stavamo celebrando la fine del PDC, era una serata calda e ballavamo a piedi nudi sulla terrazza della cantina vista vallata. C’era l’emozione della fine di un’avventura che come sappiamo in realtà è solo l’inizio di qualcosa di importante e da quando è partita la canzone ci siamo messi in cerchio e abbracciati cantando in coro. E’ stato davvero bello e ogni tanto in questi giorni me la riascolto per ritornare alle emozioni di quel momento.

Noi di Permacultura & Transizione sogniamo che dopo ogni articolo, dopo ogni intervista pubblicata si avvii un piccolo processo di cambiamento o una piccola rivoluzione. Ti va di sognare con noi? Cosa avverrà dopo la pubblicazione di questa intervista?

Beh sognando abbastanza concretamente devo dire che ultimamente sto facendo ancora più spazio lasciando andare lavori importanti che fanno parte del mio passato da fotografa e sogno di far diventare la Permacultura il mio lavoro a 360°. Mi piacerebbe poter accelerare ancora di più processi e progetti attraverso l’organizzazione di eventi, progettazioni partecipate, consulenze ecc. All’inizio avevo parlato delle mie origini campagnole in una zona che ho sempre considerato molto lontana da ciò che sono e dal nostro modo di lavorare in agricoltura essendo una zona devastata da agricolture intensive. Beh, all’ultimo PDC a Verona ha partecipato una cara amica di infanzia che ha qualche ettaro di terra in quella zona. Stiamo progettando un PDC per il prossimo anno e sto scoprendo bellissime realtà anche in quei territori…che per me rappresentano le mie radici e dove avevo sempre pensato sarebbe stato impossibile cambiare le cose. E invece la vita ha aperto uno spiraglio di possibilità. Sogno che le cose possano cambiare anche lì…e non vedo l’ora di essere parte di questo processo.

E cosa succederà prossimamente con Squola Praticante?

Squola praticante è un’organismo vivo, tutti possono fare parte della rete e proporsi come luoghi, formatori o studenti. Tutti possono far crescere la rete…quindi non so dove porterà tutto questo, sicuramente a contaminare di belle energie sempre più realtà e persone. E non resta che osservare e celebrare questa magia.

Squola Praticante

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