Intervista a Valentina Nobili

Marco Matera intervista Valentina Nobili, esperta in comunicazione e fondatrice di Permacultura con te, il podcast sulla permacultura.

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Valentina Nobili permacultura

Ho avuto il piacere di conoscere Valentina durante la creazione di uno degli episodi del podcast Permacultura con te.

In quel caso, l’intervistato ero io, ma fra una domanda e l’altra non ho saputo resistere alla tentazione di voler conoscere meglio Valentina e il suo cammino di scoperta della Permacultura.

Così ecco a voi l’intervista a Valentina Nobili!

Ciao Valentina, ci vuoi parlare un po’ di te? Chi sei? Come sei approdata al mondo della permacultura?

Ciao Marco!

Siamo solo alla prima domanda e sono già in difficoltà. Perché fino a pochi anni fa ero un criceto nella ruota di una vita che ho imparato a condurre nel modo “convenzionale”: il lavoro, la carriera, la famiglia, lo shopping nei centri commerciali nel periodo dei saldi. Intorno al 2008, quando vivevo in Spagna avevo sentito parlare in televisione di un centro in permacultura vicino a Tarragona (probabilmente si trattava dell’azienda di Richard Wade), ma avevo archiviato l’informazione in quanto molto lontana dal mio stile di vita e dai miei interessi dell’epoca.

La permacultura è poi riapparsa, grazie a mio cognato che se ne era interessato, durante il primo lockdown nel 2020. In quel momento il terreno della mia mente era fertile: mi ero accorta che le mie priorità erano cambiate, e che la ruota del criceto non solo non soddisfava più le mie esigenze, ma non rispecchiava più nemmeno i miei valori. Ero pronta ad accogliere nuovi spunti e a vedere nuove opportunità, ed insieme a mio marito Adolfo, abbiamo iniziato ad esplorare il mondo della permacultura, che ben presto è poi diventata per noi un punto di riferimento.

Cosa rispondi quando la gente ti chiede “Che lavoro fai”?

Il mio lavoro è sempre stato quello della comunicazione, ed è quello che continuo a fare. Solo che ad un certo punto mi sono accorta che le energie ed il tempo che stavo investendo nel lavoro, avevano un impatto negativo sia sulla mia famiglia, sia sul pianeta. E all’offerta di un contratto a tempo indeterminato presso una nota multinazionale, ho presentato le dimissioni. In quello che era forse un tentativo di espiazione dei miei “peccati” legati alla mia vita fino ad allora, mi sono inventata Permacultura Con Te, il podcast sulla permacultura, che più che un lavoro definisco un hobby a tempo pieno: mi piace molto farlo e mi impegna molto tempo, ma non mi paga lo stipendio. Ora Permacultura Con Te si sta evolvendo: oltre ad essere una fonte di informazioni sulla permacultura, sarà anche un centro di formazione (e la sua gestione, il mio “vero” lavoro).

Mi ha incuriosito molto il tuo impegno con Permacultura con te. Ce ne vuoi parlare? Come hai/avete cominciato? Quali sono le esperienze che ti sono rimaste nel cuore? Quali quelle dalle quali hai imparato?

Permacultura Con Te è nata quasi per gioco. Avevamo deciso di cambiare vita, e stavamo cercando una casa con un po’ di terreno. Io avevo lasciato il lavoro perché ero molto infelice e volevo dedicarmi anima e corpo al nostro nuovo progetto di vita. In quel periodo ho iniziato ad avvicinarmi ai podcast e mi sono appassionata di The Permaculture Podcast, di Scott Mann, un permacultore statunitense. Trovavo gli episodi entusiasmanti e volevo che anche Adolfo li ascoltasse, solo che lui non va molto d’accordo con l’inglese. Allora ne ho cercato uno simile in italiano e, dato che non c’era, ho deciso di farlo io. Ho pensato che nella peggiore delle ipotesi, avrei imparato ad usare un software nuovo, un po’ di cose sulla permacultura ed avrei conosciuto delle persone interessanti. E così mi sono buttata.

All’inizio non mi sentivo all’altezza di parlare con permacultori esperti. In fondo, sapevo pochissimo di permacultura. Pensavo che sarebbe stato difficile entrare in questo mondo ed essere presa sul serio. Invece ho trovato tantissime persone che mi hanno offerto il loro tempo e le loro conoscenze, che mi hanno incoraggiato, che mi hanno mandato messaggi bellissimi. E allora ho capito di aver fatto la scelta giusta.

C’è una cosa che racconto sempre, quando parlo di questo “lavoro”: nella mia vita precedente, fare le telefonate era un supplizio. Generalmente quando riattaccavo il telefono, ero scocciata, annoiata o frustrata. Ora invece, appena finisco di parlare con qualcuno per un’intervista, sono felice: perché le persone che intervisto sono tutte interessantissime, e nei confronti di tutte nutro una grande stima. Non appena metto giù, di solito corro da Adolfo gasatissima e gli racconto della conversazione appena terminata. Spero davvero di poter portare avanti questo progetto ancora per tanto tempo.

Di recente hai aperto il tuo spazio all’organizzazione di eventi e corsi. Ci vuoi raccontare come è andata?

Quando cercavamo casa, uno dei criteri era che avesse degli spazi per portarci della gente, in qualche modo. Io sono un animale molto sociale, e dato che avremmo lasciato la città per abitare un luogo immerso nella natura e probabilmente abbastanza isolato, avevo bisogno di sapere che avrei potuto avere attorno delle persone. Ai tempi non sapevo ancora cosa me ne sarei fatta dello spazio, ma sentivo di averne bisogno.

Poi è arrivato il podcast, e a quel punto quella di ospitare corsi ed eventi è stata un’evoluzione quasi naturale del lavoro di divulgazione che sto portando avanti ormai da quasi due anni. Perché le persone che intervisto sono meravigliose, e di solito hanno tante conoscenze e voglia di condividerle.

In primavera abbiamo iniziato ad ospitare corsi e l’esperienza è stata molto positiva. Come ci insegna la permacultura, piccolo e lento è bello – e quindi siamo partiti piano, con pochi corsi in calendario.  L’idea è quella di utilizzare quest’anno per assestarci per bene e valutare la nostra capacità proprio a livello di energia: vogliamo essere sicuri di non esagerare per poter lavorare con serenità, anche perché vogliamo dare ai nostri figli l’attenzione che si meritano. Amplieremo quindi l’offerta corsi, in modo che sia sostenibile per la nostra famiglia, dal 2025.

In ogni modo siamo molto sorpresi (direi increduli) del fatto di essere riusciti ad ospitare i primi eventi a meno di un anno dal nostro arrivo in questo piccolo angolo di mondo. Pacca sulla spalla!

Valentina nobili permacultura con te

A noi piace ridere e scherzare. Molte delle nostre interviste avvengono a cena in una situazione molto gioiosa. Ma proprio quando siamo piegati in due ci scappa la domanda a trabocchetto: secondo te “insieme possiamo farcela”?

Si, secondo me sì. Negli ultimi anni ho conosciuto tantissime persone che si stanno rimboccando le maniche e che stanno per lo meno mettendo in dubbio, se non abbandonando totalmente, il modello di “sviluppo” con cui è cresciuta la mia generazione. La sfida è dimostrare l’inadeguatezza dei nostri sistemi ad una massa critica di persone, perché per farcela, dobbiamo essere in tanti. E da qui la necessità di fare più divulgazione possibile, proprio come stai facendo tu con Permacultura e Transizione, in modo da toccare soprattutto chi ancora non ha intrapreso il cambiamento di cui abbiamo bisogno come umanità.

Ok domanda non facile, lo ammetto. Le nostre interviste sono spesso sui generis e crediamo nel mutuo scambio. Ti va di fare una domanda a Permacultura & Transizione? Risponderemo sinceramente ovviamente.

Ok, l’hai voluto tu! Faccio però una premessa: so bene che eticamente l’idea che propongo è quanto meno discutibile, ma se puoi, sorvola sull’eticità della cosa per questo esercizio di immaginazione.

Io vedo la permacultura come una sorta di software, che una volta installato nel nostro cervello, ci porta una nuova consapevolezza e quindi a nuove scelte, a volte anche radicali. Solo che, come tutte le altre cose, la permacultura non si può imporre.

Se potessi però scegliere una persona al mondo a cui “installare il software” della permacultura, chi sceglieresti e perché?

La risposta di P&T: Bella domanda e molto intrigante, Valentina! Condivido pienamente la tua visione della permacultura come un “software” che, una volta installato nella nostra mente, ci apre a una nuova consapevolezza e ci guida verso scelte più sostenibili e armoniose.

Riconosco anche che la permacultura, come qualsiasi altra pratica o filosofia, non può essere imposta. È fondamentale che le persone arrivino a queste idee attraverso il proprio percorso di scoperta e convinzione personale così come hai fatto tu.

Se potessi scegliere una persona al mondo a cui “installare il software” della permacultura, opterei per un leader globale con un’influenza significativa, come il Segretario Generale delle Nazioni Unite. Immagina l’impatto positivo che potrebbe derivare dall’avere una figura di tale rilievo sensibilizzata alla permacultura: potrebbero promuovere politiche globali orientate alla sostenibilità, all’uso responsabile delle risorse e alla rigenerazione ambientale. La consapevolezza e l’impegno di un leader mondiale potrebbero ispirare governi, aziende e individui a intraprendere azioni concrete per un futuro più verde e sostenibile.

Dall’altro canto, mi piace pensare alla Permacultura come un software open-source che può essere installato facilmente da tutti come un framework che ci da una nuova visione della propria vita come un progetto di rigenerazione di se stessi, le nostre relazioni, il pianeta. Ed per questo, che cerchiamo di rendere la Permacultura più accessibile possibile mantenendo i prezzi dei corsi bassi e i webinar a offerta libera.

In sintesi, farei una release full-option per una figura di spicco internazionale e darei la versione free per tutti coloro che vogliano approcciarsi alla Permacultura. Questo non solo amplificherebbe la portata e l’efficacia della permacultura, ma potrebbe anche accelerare la transizione verso pratiche più rispettose del nostro pianeta su scala globale.

Noi di Permacultura & Transizione sogniamo che dopo ogni articolo, dopo ogni intervista pubblicata si avvii un piccolo processo di cambiamento o una piccola rivoluzione. Ti va di sognare con noi? Cosa avverrà dopo la pubblicazione di questa intervista?

Quello che sogno è che qualcuno che non ha mai sentito parlare di permacultura, o che per lo meno non è mai passato dall’osservazione all’azione, trovi lo stimolo per avvicinarvisi più in concreto. Le tre etiche della permacultura (cura delle persone, cura della terra e condivisione equa delle risorse), dovrebbero essere i pilastri di qualsiasi società, e il mio desiderio è che quante più persone possibile inizino ad utilizzare questo approccio anche solo nel piccolo della propria famiglia.

Il bello della permacultura è che è volta al benessere di tutti i componenti di qualsiasi sistema; quindi, condividerne la conoscenza con i nostri cari è un’azione semplice e di grande beneficio per tutti.

E cosa succederà la prossima settimana con Permacultura con te?

Tantissime cose! Avendo scelto di occuparmi in prima persona dei miei due figli, buona parte della giornata la dedico a loro (di fatto il mio primo lavoro è “taxista” per due piccoli clienti molto esigenti), ed il tempo che resta lo suddivido tra la gestione della casa, la cucina, la coordinazione dei mille lavoretti da fare, l’organizzazione dei corsi e la produzione del podcast. Attualmente ho in coda due episodi che ho registrato qualche tempo fa e che non sono ancora riuscita a far uscire. Sarebbe anche ora di fissare delle nuove interviste per i prossimi episodi: ho una lista lunghissima di persone da sentire…

Ho poi in programma l’organizzazione della logistica del corso “Maternità e Leadership Rigenerativa”, tenuto da Sara Galeotti e Valentina Cifarelli di Mother Nature Italia, che ospiteremo da noi i prossimi 8 e 9 giugno.

Per info
Sito web: https://permaculturaconte.com
FB: https://www.facebook.com/permaculturaconte
IG: https://www.instagram.com/permaculturaconte/

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