Principi di Permacultura nell’emergenza Coronavirus: Osserviamo e interagiamo

Massimo Giorgini e Giovanni Santandrea analizzano la situazione di emergenza dovuta all’epidemia del COVID-19 che stiamo vivendo alla luce dei principi della permacultura. Oggi si parla del primo principio: osserva e interagisci.

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A cura di Massimo Giorgini e Giovanni Santandrea

Approfittiamo di questo momento di sospensione degli incontri culturali, dei workshop e dei corsi all’Albero della Vita per realizzare dei video sui 12 Principi di Permacultura applicati al personale e al sociale

Questi principi sono delle straordinarie “lenti” per osservare la realtà, per riflettere su una situazione e per orientare le nostre decisioni.  Abbiamo già scritto degli articoli su questo tema pubblicati sulla rivista “Vivere Sostenibile” e sul magazine online “Permacultura e Transizione”.  Ora ci sembra interessante utilizzarli per riflettere sulla situazione di emergenza dovuta all’epidemia del COVID-19 che stiamo vivendo.  

Lo facciamo per mantenere un contatto con chi segue le nostre iniziative, per aiutarci a mantenere un approccio sistemico anche in questo momento difficile e per proseguire l’esplorazione dei principi della permacultura applicati alla nostra vita.

Anche in questa situazione partiamo dal 1° principio: Osserva e interagisci.

osserva interagisci permaculturaQuesto principio ci invita principalmente ad osservare la realtà che stiamo vivendo come punto di partenza per comprendere meglio e per essere consapevoli di quello che c’è. 

 

G: Sono molti i fatti e i processi che questa epidemia del COVID-19 ci chiede di osservare. La situazione è assolutamente inedita. Lo conferma il fatto che l’organizzazione mondiale della Sanità ha dichiarato lo stato di pandemia.
I provvedimenti adottati dal Governo Italiano hanno certamente generato un repentino cambiamento dello stile di vita di tutti noi. E’ un cambiamento che ha coinvolto tutti e tutto. E’ avvenuto nello spazio di qualche settimana. Ha costretto ciascuno di noi a confrontarsi con obblighi e limitazioni significativi, che prima avevamo visto solo in qualche B-movie del genere catastrofista.
E’ vero che nel secolo scorso si sono verificate altre pesantissime pandemie.
Ma il mondo non era così interconnesso come ora. Non si era immersi nella comunicazione dei mass media e dei social. L’umanità non era così strettamente dipendente da un’economia globalizzata.
Siamo stati catapultati in un mondo nuovo, del tutto sconosciuto.
Siamo tutti, chi più e chi meno, disorientati e impauriti.

M: Le difficoltà che stiamo vivendo sono tante e si manifestano a tanti livelli contemporaneamente: siamo di fronte ad una crisi veramente sistemica

La prima e più evidente è quella sanitaria.  La velocità del contagio unita alla percentuale di persone che richiedono un ricovero ospedaliero, sta mettendo a dura prova le strutture sanitarie di alcune regioni del nord d’Italia. Per questo sono state prese delle misure così restrittive dal Governo italiano.

Una conseguenza è stata, fin dall’inizio di questa emergenza, il rallentamento e poi la sospensione di tante attività che fanno parte della nostra vita quotidiana: le scuole, i bar ed i ristoranti, alcuni negozi, gli alberghi, i cinema ed i teatri, tanti servizi per le persone.  

Questi cambiamenti drammatici hanno fatto mutare la percezione di tante persone, che sono passate in brevissimo tempo da una superficiale sottovalutazione del problema ad essere travolte da ansia e panico per i rischi che stiamo vivendo.

L’ansia non è solo dovuta al rischio del contagio ma anche ai danni economici che molti di noi stanno subendo dal blocco di così tante attività. Danni che già ora sono tangibili e che potrebbero avere delle conseguenze molto pesanti per il prossimo futuro.

L’obbligo di rimanere in casa a meno di necessità sanitarie, di lavoro, alimentari ci costringe a limitare i contatti sociali diretti che paradossalmente, in un momento come questo, potrebbero essere molto utili per elaborare le emozioni difficili e per mantenere alto il morale. 

Sembra proprio che questa situazione abbia spazzato via tante nostre certezze.

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G: Noi che viviamo nella zona ricca del mondo, abbiamo perso il senso della precarietà e dell’incertezza.
Siamo abituati ad una realtà dove tutto è pianificato e sotto controllo. In poche settimane il nemico invisibile del COVID-19 ci ha demolito quel mondo.
E’ facile capire quanto siamo impreparati a questa situazione.
Questo provoca forti stress emozionali, ma spesso non abbiamo la capacità di farli emergere ed ascoltarli per poterli superare.
Il primo principio ci invita perciò ad osservare le emozioni che proviamo e che provano le persone con cui siamo in contatto, a sviluppare quindi consapevolezza emotiva ed empatia. Ci stimola ad utilizzare questo periodo di “sospensione” per imparare a fermarci e ad osservare maggiormente e ad apprezzare le cose belle che avvengono fuori e dentro di noi.
Stiamo vivendo una situazione assolutamente nuova a vari livelli: personale, familiare, lavorativa, istituzionale.  La situazione di emergenza ha richiesto a tutti di interagire e cambiare velocemente.
Per questo ci è utile prestare attenzione anche al 12° principio “Usa e rispondi creativamente al cambiamento” e ne parleremo nel prossimo video.
Per il momento vi ringraziamo per l’attenzione e vi invitiamo ad inviarci commenti, domande e considerazioni: sarà un bel modo per ampliare queste riflessioni grazie all’Intelligenza collettiva di tutti noi!

Per leggere l’articolo di Massimo Giorgini e Giovanni Santandrea sul primo principio della permacultura “osserva e interagisci” – clicca qui

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