Intervista a Giorgia Schettini

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2002
Giorgia Schettini manuale permacultura
Giorgia Schettini traduttrice di “Permaculture – A Designers’ Manual” di Bill Mollison

Buona resilienza!

… “un soffio di vento” nel primo caldo d’estate. Improvviso e breve. Lo respiri e sa di aria. E’ così il suo raccontarsi in questa intervista. In altre parole: diretta, intensa e veloce. In una sola: “essenziale!”.

Essenziale il vento lo è per ogni figlio di Gaia. Nel suo muoversi in ogni dove ed in ogni sempre dona aria. Quasi fosse “sorgente invisibile da respirare” e dalla quale costantemente attingere per rigenerarsi a nuova vita. Ma in quel solo e semplice respirare, c’è qualcosa di più alto: “riconoscere nel vento il sacro respiro della Grande Madre Terra”.
… il vento sussurra, fischia, urla e canta.

E’ il suo raccontarsi in suoni delicati, cadenzati, sconfusionati ed aggraziati. Il vento ha in sé fascino e mistero, poiché tutto ciò che tocca o sfiora è melodia al suo parlare afono. Ovunque esso si posi è un comporre di note nell’aria che catturano, incantano, suggestionano e seducono chi le ascolta ed anche in quel suo silenzio assorto il suo essere tagliente si sente.

Il vento s’innalza ovunque e ovunque si ammaina, ma sa sempre essere avvolgente nel manifestare il freddo ed il calore del suo stato d’animo. Si, perché il vento soffia a ritmo delle emozioni che coabitano in Natura. Ma essa per quanto somatizzi mancanze e scempi causati dall’uomo, arriva un momento che con veemenza si ribella ad interrompere quel circolo vizioso che bene non fa. E mentre tutto passa e scompare noi compresi, essa resterà comunque e per sempre, poiché la sua forza è il segreto del suo mutare e cambiare, che la rendono perenne ed unica in tutta la sua presenza.

La Grande Madre Terra nella maestosità del suo stare e nell’abbondanza del suo essere è una cattedrale a cielo aperto ricca di simbolismi. A ricordarci che “c’è una profonda connessione tra ogni essere vivente e con essa che ci accoglie”. Così, l’uomo scopre essere parte del suo respiro: “insieme nell’ispirare ed espirare creano e donano energia all’Unisono”.

… e di “ogni energia che la natura ci dona come bene supremo”, la Permacultura cerca di farne buon uso: integra armoniosamente energie umane, animali e vegetali, nel rispetto di ogni ciclo vitale e dove ogni elemento partecipa a più funzioni anche in campo progettuale. Così, da creare un ambiente sostenibile, equilibrato e bello.

Bello! Come il suo raccontarsi in questa intervista dalla quale traspare tutto il suo essere più vero ed autentico. Lei, che è come natura umana primordiale d’energia libera. E basta un solo istante per percepire questa sua forza vitale, che nel suo muoversi seppur veloce, ciò che lascia al suo passare è pura profondità. Quasi, quasi ti sembra di toccarla per quanto sia profonda. E ne hai traccia dal suo sguardo intenso, che rende i suoi occhi tondi e grandi fatti di una propria particolarità: diretti, direi! Diretti verso una meta ben precisa. E se la fierezza e la grinta fossero dei colori di sicuro il suono della sua voce saprebbe ben mostrarli, poiché essa sa di una straordinaria consistenza che la rende al tempo stesso leggera. Poi, il suo sorriso: un raggio di felicità. Lei, così dinamica a guardarla rievoca un messaggero della mitologia greca. Poi, a sentirla parlare ha l’anima imbevuta di sentimenti antichi, ma ancor oggi in auge d’amore materno.

Ascoltiamo insieme l’intervista della nostra amica del “MEDIPERlab”. Uno dei ragazzi del team di traduzione in italiano di: “Permacultura: Manuale di Progettazione” scritto da Bill Mollison.

Chi sei, quanti anni hai, dove sei nata, dove vivi, interessi e passioni?

Giorgia Schettini, 33 anni, nata e cresciuta a Bari. Vivo a Bari e le mie passioni sono musica (dal vivo), libri e i bambini.

Ti piace viaggiare? Cosa porti sempre dai tuoi viaggi?

Mi piace tantissimo viaggiare e porto sempre lo stretto indispensabile. Intimo, due tre magliette un paio di pantaloni e scarpe comodi, un libro, le cuffie spazzolino e dentifricio.

Che lavoro desideravi fare da bambina?

Da bambina non sapevo ancora che lavoro avrei voluto fare o forse volevo fare la cantante, non ricordo bene …credo di averlo realizzato meglio durante le medie superiori che avrei voluto fare l’insegnante.

E ora che lavoro fai?

Traduttrice mezza giornata e insegnante di inglese alla fascia di età 6 mesi – 15 anni nell’altra metà giornata.

Quando ha fatto capolino nella tua vita la Permacultura?

Ha fatto capolino quando mio fratello ha comunicato alla famiglia che andava a passare un anno in Australia per imparare la Permacultura.

Com’è nata l’avventura del sogno di traduzione: “Permacultura: Manuale di Progettazione” di Bill Mollison?

Il sogno è nato con la convinzione che se nessuno lo aveva mai fatto negli ultimi vent’anni, allora era arrivato il momento di farlo!

Cosa ti ha spinto ad essere parte di tale sogno?

Mi hanno spinto l’audacia e la dedizione di mio fratello Ignazio.

Se tu fossi una persona qualunque, che sente parlare per la prima volta di permacultura, quale sarebbe la scintilla che ti porterebbe a contribuire e a dire: “Si, anch’io voglio essere parte di tale sogno!”?

Mi spingerebbe leggere solo un paio di affermazioni di Bill Mollison.

Ben saprai che il Manuale di Progettazione in Permacultura di Bill Mollison è considerato “La Bibbia dei Permacultori”, perciò qual è la parola o la frase che è stata una scoperta per te e che senti particolarmente tua?

La frase che sento particolarmente mia è: “Nonostante i problemi del mondo siano sempre più complessi, le soluzioni restano di una semplicità imbarazzante.”.

Cosa vorresti fare da grande?

Da grande vorrei continuare a fare quello che faccio ora, ma per la maggior parte del tempo vorrei fare la mamma, ho appena iniziato ma già mi piace tanto.

Ora, sei in un orto di permacultura e hai nelle tue mani un seme, chiamato sogno da realizzare. Quale sarebbe il tuo?

Il mio sogno da realizzare sarebbe un popolo italiano ‘illuminato’ dalla traduzione italiana del Manuale e che decide, con proprie misure e proprie modalità, di metterlo in pratica giorno dopo giorno! Il tutto sarebbe servito ad un grande obiettivo.

Cosa diresti a te stessa in questo preciso momento?

“Continua a fare bene quello che hai fatto finora!”

Ed io* posso dire qualcosa a te?

Certamente!

io* Grazie Giorgia,
la tua cura ha rigenerato il respiro della Grande Madre Terra!

io* Ogni persona che crede in un mondo migliore!

Prendi in considerazione l’idea di donare 5, 20, 50 euro o quello che puoi, per proteggere e sostenere la diffusione della permacultura in Italia, per la nostra e le future generazioni.

http://buonacausa.org/cause/manuale

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Sterpeta Fiore
Il mio nome è Sterpeta. Nome che deriva dagli sterpi: arbusti o rami di piante stentate o secche, solitamente utilizzate per accendere il fuoco. Il mio cognome è Fiore. Beh, qualsiasi fiore possiamo immaginare, sappiamo bene cos’è avendo tenuto tutti per piacere o anche per distrazione un fiore tra le dita. E sarà uno scherzo o un segno del destino, già nel mio nome e cognome c’è sempre stato un seme di Permacultura. Ma prima che potesse germogliare, altro ha preso vita ed è cresciuto sempre più in me ed intorno a me. Ma andiamo con ordine… Sono laureata in Pittura, presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia. Nel corso degli anni ho esposto in diverse collettive, e concorsi artistici in Italia. E tra forme e colori ho dato libertà espressiva anche alla scrittura. Infatti, scrivo recensioni d’arte per diversi artisti ed in passato anche per la rivista “L’Altro” a cura della Fondazione Marina Sinigaglia di Melfi. Da anni sono socia e Referente in Puglia dell’A.I.M. Rare onlus, partecipe nell’intero territorio nazionale e talvolta anche internazionale. Ciò che ho acquisito grazie a tale associazione, mi ha vista in passato, parte attiva in altre associazioni impegnate nel sociale e nella cultura. Al di là dei vari eventi e dei tanti posti vissuti e visitati, ciò che mi ha dato tanto sono le relazioni umane, poiché attraverso lo scambio di vite e vissuti c’è vera condivisione, conoscenza e crescita. Ed io posso dire di aver imparato tanto grazie a tali incontri e da ogni persona conosciuta. Nel 2012 presso il Museo Statale Tattile di Ancona, ho partecipato a corsi formativi, dove il tatto permette di regalare un nuovo modo di sentire l’arte. Infatti, tale museo è modello di eccellenza nello scenario delle opportunità culturali per non vedenti e ipovedenti. Esperienza visibilmente toccante, potrei dire! Realizzo laboratori d’arte, tattili, sensoriali ed esperenziali per bambini, ragazzi e adulti. Laboratori tenuti nella natura. Poiché essa ci permette di ricollegarci alla parte creativa, che è presente in ognuno di noi, alimentando anche la nostra libertà d’essere. Il mio cammino nella Permacultura è iniziato nel 2015 con un PDC tenuto da Salah Hammad e Ignazio Schettini. E grazie all’intensità di tale esperienza, ho trovato una nuova dimensione d’essere. L’essenza del mio mondo, che piacevolmente incontra altri mondi. Ed ora anch’io faccio parte della bellissima famiglia “MEDIPERlab”.