Come trasformare il Deserto in Paradiso

0
1572
Come Trasformare il Deserto in Paradiso Sepp Holzer
Particolare della copertina di Come Trasformare il Deserto in Paradiso di Sepp Holzer. Credits: Macrolibrarsi
Come trasformare il deserto in paradiso Book Cover Come trasformare il deserto in paradiso
Sepp Holzer
Arianna Editrice
12 ottobre 2017
Copertina flessibile
300
Il filo di Arianna

Da quando nel 2011 siamo stati in Austria per partecipare al corso di permacultura di Sepp Holzer ho collaborato alla revisione del suo primo libro tradotto in italiano “Guida Pratica Alla Permacultura - Come coltivare in maniera naturale giardini, orti e frutteti” anch’esso de Il filo verde di Arianna.

sepp holzer desertoE’ per me stato quindi un grande piacere aver potuto partecipare alla revisione del suo secondo libro tradotto in italiano: “Come trasformare il Deserto in un Paradiso”.

Questo libro, voluto fortemente sia da Il Filo Verde di Arianna che dalla Fattoria dell’Autosufficienza, è un libro che offre una panoramica sui vari progetti internazionali di Sepp Holzer sul tema dell’acqua. Il volume, come però si nota dal sottotitolo, offre molto di più.

sepp holzer deserto paradisoMentre nel primo libro Holzer narrava una serie di esperienze personali (un libro quindi più autobiografico) e trattava in generale di basi di ecologia e coltivazioni, in relazione al concetto di Permacultura, in questo secondo libro invece Holzer presenta esperienze in vari paesi del mondo (tra cui l’Ecovillaggio di Tamera, in Portogallo), ma anche per alcuni dei progetti realizzati più interessanti, Holzer descrive in dettaglio le tecniche utilizzate per realizzare i laghi e le altre strutture da lui progettate.

Tra le tante immagini del libro troviamo fotografie e progetti, disegni, approfondimenti pratici su come fare determinati lavori di movimento terra e soprattutto mostra alcune pratiche che tendono a migliorare il terreno, migliorare il microclima e ripristinare la salute degli alberi.

E sugli alberi Holzer si sofferma in modo approfondito ed appassionato, vengono esaminati esemplari di Patriarchi (Alberi molto vecchi, anche millenari) e boschi come le sugherete del Portogallo, malati e morenti, che pian piano Holzer riporta alla salute grazie all’acqua, e a quel che lui chiama “il bilancio idrologico naturale”. Holzer offre quindi tutta una serie di indicazioni tecniche e pratiche per risolvere questo problema gravissimo e diffuso, anche nel nostro paese.

Quando si scorre l'indice di questo libro c'è una sezione che secondo me dovrebbe saltare all'occhio: è la parte in cui Holzer si sofferma e mostra i paesaggi visti dall’alto (grazie a foto fatte con droni, aerei ed elicotteri), paesaggi che lui individua come esempi lampanti di degrado e di rovina, confrontandoli poi con foto aeree di paesaggi che lui è riuscito a ripristinare. Questo volo dall'alto, questa visualizzazione panoramica, serve a concentrare l'attenzione su un aspetto che Holzer ritiene in importantissimo.

L'osservazione!

In tutto libro Holzer ci parla, attraverso le esperienze dei progetti che ha realizzato, di quanto sia importante l'osservazione, di quanto sia stato importante ed è importante per lui osservare per poi poter cambiare il paesaggio, renderlo più adatto e sostenibile alla vita degli animali, delle piante, degli esseri umani.

La rigenerazione del paesaggio, così centrale in questo libro, lascia però spazio anche a tutta una serie di tecniche accessorie, legate alla creazione di biodiversità (di piante, di animali, di ambienti microclimatici) e al giardinaggio, tecniche che Holzer ci offre a piene mani nelle sue pubblicazioni.

Nei suoi progetti troviamo sia i bancali rialzati (Hugelkulture, Hugel) sia tante altre tecniche, come il giardinaggio verticale, ecc; troviamo quindi molte pratiche che aiutano nella realizzazione di un progetto di rigenerazione del proprio terreno, del proprio progetto, del proprio territorio.

Un'altra di queste sezioni del libro molto interessanti, dopo l'osservare la natura e leggere il paesaggio, attraverso l’approfondimento delle basi ecologiche, è il capitolo sul dissesto idrogeologico. Molti esempi pratici che aiutano a comprendere perché e come ripristinare il paesaggio desertificato, creando paesaggi acquatici grazie alle tecniche utilizzate da Holzer, che includono l’aiuto di macchine, animali e piante. Queste tecniche non servono solo a creare dei laghetti, ma offrono spunti e suggerimenti per il rimboschimento, che per Holzer è fondamentale.

Egli sottolinea quanto, l'autosufficienza sia importante per nutrire il pianeta, soprattutto grazie agli esempi ancora esistenti nei paesi dell'est. Cominciare a produrre tutto ciò che c'è necessario per vivere e scambiare nella propria zona, costituisce per Holzer un buon inizio per migliorare le condizioni dei popoli della Terra.

Collegando poi gli esempi molto pratici di orti e giardini autosufficienti e il giardinaggio urbano, Holzer è in grado di fare un excursus molto ampio sulla biodiversità, parlando di grani antichi, animali di razze autoctone che stanno scomparendo, frutti e piante della tradizione che sono più resistenti alle malattie ma che ormai non sono più così diffusi, oppure che si possono conservare molto lungo e sono gustosi e nutrienti però non sono commercializzati dalla grande distribuzione organizzata.

Holzer ci tiene ad evidenziare come gli animali non sono e non devono essere le vittime dei nostri progetti, ma sono invece dei collaboratori preziosi, siano essi allevati o selvatici. L'ingiustizia nei loro confronti non ha posto nei sistemi sostenibili, e per far comprendere come siano parte fondante del suo quotidiano, Holzer offre suggerimenti di come includerli e valorizzarli all'interno dei nostri progetti, pensando al loro benessere.

Questo è un libro adatto alle persone che sono desiderose di fare, che vogliono fare, quindi non è un libro dedicato solo ai teorici, bensì a coloro che vogliono mettere le mani nella terra e la vogliono far diventare un Paradiso.

Holzer si raccomanda: fate in modo tale di coinvolgere sia i professionisti che sanno della materia, sia le istituzioni. Si rischia davvero moltissimo a lavorare sul paesaggio senza sapere quello che si fa e quindi il consiglio che apre il libro è un consiglio che secondo me è e deve essere sempre ricordato: è quello di non improvvisarsi, bensì di osservare, studiare, sperimentare nel piccolissimo ed imparare, facendo affidamento però agli esperti.

Mi sento di dire che, come sottolinea anche Holzer, quando si mette mano a qualcosa di così delicato come il paesaggio, da noi come anche in altre parti del mondo, bisogna collaborare con la natura (che ha le sue leggi severe), ma anche con i professionisti e le istituzioni.

Holzer fa esempi di progetti di paesaggi acquatici di 5/10/20/100 ettari e per noi è impossibile pensare di poter fare un una cosa del genere, di trasformare in modo così ampio e pesante il paesaggio senza chiamare un esperto, senza farsi dare permessi, senza collaborare con gli enti locali.

Anche Holzer, seppur ribelle, ha compreso che lui stesso ha una sensibilità straordinaria e fuori dal comune per la lettura e la modifica del territorio, e in questo libro lo vediamo collaborare con professionisti ed enti, sempre volto a far comprendere sia le leggi di natura sia le esigenze progettuali a chi ha l’obbligo di vigilare sul territorio.

Non si possono scavare questi fossi, questi laghi, questi stagni, queste riserve d'acqua, queste piccole pozze, così, solo perché abbiamo letto un libro.

Dove comprarlo:

Rimboschimento, orti urbani, rinaturalizzare i paesaggi con acquacoltura per far convivere uomo, natura e animali – Edito da Il filo verde di Arianna